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giovedì febbraio 9th 2012
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Crisi, è tempo di sconti! Riccò, il doping e lo sconto di pena

riccoCi aveva esaltati, poi delusi. Riccardo Riccò, il “cobra”, aveva già inferto due colpi mortali alla concorrenza del Tour de France prima che scoprissimo che la sua vorace bocca (da cobra, appunto) aveva ingoiato abbondanti dosi di CERA, l’EPO di terza generazione. Controllo, squalifica, addio sogni di gloria (per lui) e addio mito (per noi).

Seguì il processo, nel corso del quale Riccò tentò di ricostruirsi la verginità perduta confessando l’uso di “additivi” dopo averlo negato per qualche momento. La speranza? Quella che covano tutti i pentiti: uno sconto della pena. Sconto che, in barba alla prassi… …adottata fino ad allora ed in ossequio alla condanna popolare del reo, non vi fu: 24 mesi, di cui 18 per l’uso di CERA e 6 per la frequentazione del chiacchierato dottor Santuccione. “Avrebbero potuto essere 30″, sentenziò il giudice, come a pretendere che l’imputato lo ringraziasse pure.

Per fortuna dei criminali, dove c’è una giustizia esiste anche un appello: Riccò vi si è aggrappato con la disperazione propria di chi non ha niente da perdere, e infatti lo ha vinto. Il TAS di Losanna ha riconosciuto al modenese uno sconto della pena, ridotta così a 18 mesi. Riccò potrà tornare in sella già il prossimo marzo, cioè in tempo per preparare il Giro d’Italia (che lo vide concludere in seconda posizione lo scorso anno) ed incrociare lo sguardo con Emanuele Sella. Già, Sella. Quello che “Riccò dopato, come tutti i dopati, è uno schifo per il nostro sport”. Salvo scoprire, solo due settimane dopo, di essere schifo anch’egli…

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