Cominciamo con una premessa: il tracciato del Giro d’Italia del Centenario, è un po’ come la versione più recente di Facebook: ha deluso il 90% degli utenti, ops appassionati. Bene, detto questo vi annuncio di far parte del restante 10%: i soddisfatti, pure molto. La Storia, quella con la “S” maiuscola non per caso, dell’amata corsa rosa, è dimostrato l’hanno sempre fatta gli atleti, piuttosto che i - pur bravissimi, specie nello scovare ascese improbe - tracciatori. Perciò se ci capiterà la disgrazia di assistere a venti giorni di gare monotone, “Non sparate sul compositore”, bensì su tanto poco adeguati pianisti. Fermo restando che, se al disvelamento del Teatro la Fenice di Venezia lo scorso 13 dicembre ci si fosse presentati in maniera migliore, non si sarebbero rischiate le critiche che poi sono puntualmente piovute, e promettono di ripresentarsi sul traguardo di Roma qualora il grande assente fosse il divertimento.
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C’è da aggiungere che per “Giro 100″ è stato invitato a partecipare un parterre de roi di prima grandezza.... internazionale: manca - e tanto peggio per lui - il campione uscente Alberto Contador (Astana), troppo concentrato sul Tour per pensare di gareggiare 3 settimane in Italia, anche nonostante la portata dell’evento; ma, per il resto ci saranno tutti! Ci sarà Lance Armstrong (Astana anch’egli), che non ha mai corso il Giro ma - dice - per sensibilizzare (anche) gli italiani circa l’importanza della lotta al cancro, è tornato alle gare a qualche anno di distanza dal ritiro; ci sarà il suo vecchio rivale Ivan Basso, “pizzicato” con le mani nella marmellata di un sangue troppo denso (Operacion Puerto) ed ora atteso al riscatto da “pulito”, o al varco denso di insidie che merita chi ha tradito la fiducia degli amanti delle due ruote.
Ma ci saranno anche il vincitore del 2007 Danilo Di Luca, in maglia LPR; quello di 2001 e 2003 Gilberto Simoni e - soprattutto, diciamo noi - il trionfatore della corsa del 2004: Damiano Cunego. Il pronostico de “Il Ciclone”, oltre al sondaggio tra i lettori, incoronano il “Piccolo Principe” di Cerro Veronese ad un ruolo - finalmente - da Imperatore della corsa rosa, specie dopo le prime pimpanti uscite stagionali.
Il tracciato, tornando indietro un passo, non sembra eccessivamente duro: le salite non mancheranno, ma perplime l’idea di affrontare le Dolomiti “light”. Tant’è: il Giro del Centenario doveva somigliare ad una grande “G”, e così è stato. Proprio il fatto che lo spartito sarà diverso rispetto a quello suonato “di solito”, lascia il pronostico aperto ad un lotto molto ampio di partenti: bisognerà andare forte dalla prima all’ultima settimana per indossare la maglia rosa, disegnata per l’occasione da Dolce & Gabbana. L’ennesimo tocco “straordinario” per un Giro che, ci auguriamo, non tradisca le aspettative proprio nel momento in cui solcherà per davvero le strade del Bel Paese.
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