C’è sempre l’ombra del doping ad addensare nubi sul mondo del ciclismo, certo non il più pulito degli sport ma - altrettanto certo - anche non l’unico a ricorrere con frequenza a farmacie e pratiche proibite. A finire nella rete degli inquirenti, questa volta, è il tedesco dell’Astana Andreas Klöden, recente vincitore della frazione inaugurale (una cronometro individuale di 17km) del Giro del Trentino, vinto ieri da Ivan Basso.
Il magazine tedesco Der Spiegel ha rivelato infatti l’esito di un’inchiesta che avrebbe documentato l’esistenza di pratiche di doping di squadra....all’interno del team Deutsche Telekom, poi T-Mobile, ritiratosi dalle competizioni al termine della stagione 2007. La commissione ha indagato per due anni sul lavoro svolto dai Lothar Heinrich e Andreas Schmid, medici licenziati dalla clinica universitaria di Friburgo nel 2007 dopo essere stati accusati del loro coinvolgimento nella vicenda relativa al ricorso al doping da parte della Deutsche Telekom fino al 1999.
La squadra, come hanno ammesso dirigenti e corridori, ha fatto ricorso al doping sistematico. Dopo aver sentito 77 testimoni, realizzato le controanalisi su 58mila campioni sanguigni e verificato diverse fatture, la commissione ha concluso che “i due medici hanno fornito e diffuso prodotti dopanti ai corridori almeno fino al 2006″.
Nel documento di 64 pagine presentato dalla commissione, figura il nome Andreas Klöden che, al contrario del suo grande amico Jan Ullrich, leader della T-Mobile fino al suo licenziamento nel luglio 2006 per il suo coinvolgimento nell’affare Puerto, è ancora in attività. Secondo la commissione d’inchiesta, Klöden, ad oggi sotto contratto con la formazione kazaka dell’Astana (la stessa di Armstrong e Contador), si sarebbe recato a Friburgo per ricevere trasfusioni di sangue in compagnia dei suoi compagni di squadra Patrik Sinkewitz e Matthias Kessler il 2 luglio 2006, dopo la prima tappa del Tour de France. Contattato da Der Spiegel, Klöden (che a quel Tour era arrivato terzo), si è rifiutato di fare commenti.