Alejandro Valverde ha annunciato di aver intrapreso un’azione “giudiziaria penale” nei confronti del procuratore antidoping del CONI Ettore Torri; disobbedienza verso le autorità giudiziarie spagnole e falsificazione di documenti (ah ah) sono le due ipotesi di reato contestate dal ciclista spagnolo nei confronti del procuratore italiano.
Valverde era stato convocato lo scorso 11 febbraio da Torri, che gli contestava (e continua a contestargli) l’uso di sostanze dopanti sulla base degli esiti delle indagini della Procura di Roma. Lo stesso Torri ha in seguito deferito il corridore, chiedendo per lui una squalifica di....due anni. La Spagna aveva rivendicato la competenza del caso, ma l’Unione Ciclistica Internazionale (Uci) e l’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) si sono costituite parte civile presso il CONI contro Valverde, avvalorando così la bontà del lavoro della procura italiana.
Sorge, a questo punto, un sospetto: che Valverde sia solo la punta di un iceberg che ha i nomi di alcuni calciatori, tennisti (leggasi Rafael Nadal) e altri sportivi che gareggiano sotto il vessillo spagnolo? Non si spiegherebbe altrimenti l’ostinazione degli iberici nell’arrogarsi la competenza dell’inchiesta, salvo non aver mai indagato quando ce n’era il bisogno e la possibilità…

