Sul traguardo di Valdobbiadene è Petacchi-bis: bis come secondo successo, per giunta consecutivo, al Giro del Centenario e bis come il doppio colpo tappa-maglia, messo a segno a spese di un Cavendish coinvolto nella caduta che a 10km dalla conclusione ha segnato l’esito della corsa odierna.
La frazione si anima dopo soli 6km, quando....gli italiani Palumbo e Facci, assieme a Krivtsov Ignatiev e Schroder, evadono agilmente dal resto del gruppo (partito, c’è da dire, ad andatura cicloturistica). Troppo agilmente, visto che riescono a guadagnare 6′ di vantaggio quando mancano 100km alla conclusione. A questo punto, quelli che stanno dietro si trovano davanti ad un bivio, solo metaforico: lasciar andare la fuga-bidone, e magari risparmiarsi in vista delle Dolomiti (da domani), o fare sul serio per andare a riprendere i fuggitivi. Vince la seconda teoria. Il ricongiungimento, scontato, avviene al km 163.
Nel frattempo, Zabriskie e Vandevelde cadono rovinosamente: dei due statunitensi, che sono anche compagni di squadra (Garmin), è quest’ultimo ad avere la peggio, tanto da essere stato costretto al ritiro. Ma non c’è tempo per piangere sul latte versato, dato che Ivan Basso, che ha imparato a vincere alla scuola francese del sette volte “Cowboy” Armstrong, mette la sua Liquigas davanti per evitare rischi. Leipheimer, imprudente, ha preso ieri 17″: meglio evitare.. Il ritmo si fa sostenuto, e nonostante potesse sembrare una tappa innocua ci sono le prime vittime. Detto di Vandevelde, sorprende la difficoltà di Cancellara: l’uomo-faro indiscusso delle corse contro il tempo, perde le ruote e si lascia sfilare chiudendo a più di 2′ dal resto del gruppo.
Si arriva così alle concitate fasi finali. Voeckler e Malacarne (giovane promessa del pedale azzurro) accendono la miccia, Leipheimer va loro dietro e, complice una caduta che blocca il gruppo, guadagna qualche secondo insieme ad altri 6 fuggitivi. Il plotone si spezza in due parti: davanti una sessantina di uomini, con Petacchi a questo punto stra-favorito per il successo, mentre dietro tentano una disperata rimonta la maglia rosa Mark Cavendish ed il russo Menchov, dato tra i favoriti alla vigilia. Bosisio tira per portare il velocista spezzino a sprintare in carrozza, e invece scatta in contropiede Marzio Bruseghin, sospinto dal boato della folla. D’altronde è l’uomo di casa.. Anche il “musso” si deve arrendere. Finisce tutto con una volata a ranghi ridotti, vinta da Petacchi che – coronando il sogno espresso alla vigilia (chi l’ha detto che i desideri devono restare inespressi per avverarsi?) – si porta a casa anche la maglia di leader.

