Una lite furibonda. Un faccia a faccia senza esclusioni di colpi. Pare sia questo il livello dello scontro tra il direttore generale del Giro d’Italia Angelo Zomegnan e Lance Armstrong, l’ultima icona del ciclismo mondiale nonostante i 37 anni ed il ritiro, poi rinnegato, del 2005.
Tra i due c’è, da anni, amicizia vera e stima reciproca, tant’è vero che il patron ha eletto il texano a simbolo del Giro del Centenario (c’è chi dice che il campione italiano Filippo Simeoni, acerrimo nemico ed accusatore di Armstrong, sia stato escluso dalla corsa rosa proprio in quest’ottica..). Lui, il vincitore dei sette Tour, si era mostrato entusiasta.
Ora, quello che doveva essere un valore aggiunto per la corsa rosa, si sta rivelando....un peso. Una figura ingombrante, dopo che ieri ha alimentato la rivolta milanese che ha portato la carovana a boicottare il circuito celebrativo di Milano Show100.
Angelo Zomegnan nel dopo corsa non lo nomina mai, ma si limita a dire che «è due giorni che mi arrivano sms sulla pericolosità del circuito». E dopo aver ricordato a certi corridori che «qui c’è da alzare il sedere a ogni curva», e che a qualcuno «invecchiando si accorciano le gambe e si allunga lingua», appare chiaro che l’identikit sembra essere proprio quello del texano.
Ieri la goccia che ha fatto traboccare il vaso, che ha portato i due ad un violento diverbio nella notte che potrebbe sfociare in un clamoroso abbandono da parte di Lance Armstrong. Zomegnan, dopo avergli pagato il biglietto di andata giocandosi anche parte della propria credibilità, a questo punto non è escluso sia pronto a pagargli anche quello di ritorno. Anticipato.


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