
A giudicare dall’andazzo ammirato – per così dire - un po’ in tutte le corse a tappe degli ultimi anni, i 195,4km che separano Davos da Lumino non dovrebbero sconvolgere più di tanto la classifica del Tour de Suisse. Al comando della corsa elvetica resta saldo, dopo un prologo da paura, Fabian Cancellara, fenomeno – svizzero – delle prove contro il tempo (passateci il luogo comune: non avrebbe potuto essere altrimenti) potracolori del team Saxo Bank, il quale – nonostante le caratteristiche da passista – potrebbe non aver problemi ad uscire indenne dalla terza frazione della corsa di casa. Anche se..
Anche se c’è, dal km 110 al 130, l’ascesa....ai 1940 metri del GPM di prima categoria del Lukmanierpass, posto ai -60 dalla linea d’arrivo. Potrebbe essere un trampolino, una rampa di lancio buona per attacchi alla leadership, non fosse che è molto distante dal traguardo e la lunga picchiata fino al fondovalle di Biasca agevola senza dubbio gli inseguitori. Proprio da Biasca, km 170 e sprint valido per la maglia a punti, si prosegue per altri 25km non difficili, ma vallonati, fino alla ticinese Bellinzona (attraversata dopo lo scollinamento ad un GPM di 4 categoria) per poi raggiungere l’arrivo in leggera salita di Lumino. Sprinter verosimilmente tagliati fuori, ma è la natura stessa della corsa svizzera a fare questo: chissà che non si accenda, dopo lungo oblio, l’iride di Ballan in un finale molto adatto ai finisseur.

