
Mentre i suoi colleghi scaldavano le pedivelle in vista dell’imminente campionato nazionale, vinto poi da Filippo Pozzato, sabato scorso Riccardo Riccò era invece a Bergamo, per la precisione negli uffici del suo manager Johnny Carera, dove ha sottoscritto il contratto (un biennale) che lo legherà alla squadra da lui scelta per il grande ritorno nel mondo del ciclismo, in calendario il prossimo 18 marzo: è la Ceramica Flaminia, formazione laziale di categoria Professional (una sorta di Serie B del ciclismo, seconda solo al circuito ProTour) diretta da....Roberto Marrone, Giuseppe Petito e Omar Piscina. Riccò, 25 anni, era stato squalificato per 20 mesi per positività al Cera (l’Epo di terza generazione) al Tour de France 2008.
Lo scalatore modenese (il “Cobra di Formigine”, secondo il mito), che a giorni diventerà padre del primogenito Alberto, ha così “posto in opera” la prima pietra necessaria per tornare nel ciclismo. Da protagonista. Riccardo Riccò riparte, infatti, dal basso, ma con l’intenzione di fare sul serio oltre che di assumersi tutte le proprie responsabilità. Proprio come fece quando confessò il ricorso al CERA, tirando in ballo il compagno di team (Saunier Duval) Leonardo Piepoli. La decisione di ricominciare dalla Ceramica Flaminia non è casuale: “Volevo una squadra costruita attorno a me, così da poter dimostrare in prima persona quanto valgo”. Riccò non riparte oggi: nelle scorse settimane ha già scelto di affidarsi al preparatore emiliano Giovanni Camorani, il quale ha stilato un programma di allenamento trasparente e credibile. “Sono molto soddisfatto della scelta fatta – ha dichiarato all’uscita dallo studio legale bergamasco Riccò -. Mi sto allenando da mesi, ho voglia di tornare“.
La positività di Riccardo Riccò, e successivamente quella del suo compagno di squadra Leonardo Piepoli, furono senza ombra di dubbio il punto più basso del Tour de France 2008. Il modenese era stato cacciato dalla Grande Boucle il 17 luglio: aveva vinto due tappe, era nono in classifica e indossava le maglie a pois (miglior scalatore) e bianca (miglior giovane). Licenziato dalla Saunier Duval, Riccò aveva anche trascorso una notte in stato di fermo prima di poter rientrare in Italia (in Francia il ricorso al doping è punibile penalmente). Il 30 luglio 2008 l’ammissione davanti alla Procura antidoping del Coni: “Ho preso Epo, sono pronto a pagare”. La Procura aveva chiesto 20 mesi di stop (più 6 per l’ammessa frequentazione del dottor Santuccione), riconoscendo la “fattiva collaborazione” di Riccò, che aveva fatto il nome di Piepoli, il compagno trovato anch’egli positivo e perciò squalificato. Il Tribunale Nazionale antidoping aveva però deciso, in seconda istanza, per una pena di 24 mesi. E’ stato infine necessario il ricorso al Tas (tribunale arbitrale dello sport) di Losanna per vedere la squalifica tornare sulla richiesta fatta dal Coni: 20 mesi.

