Camargue vuol dire pianura; alluvionale per la precisione. Ma in Francia (attenzione: non in francese..) Camargue significa anche mare. Peccato, specialmente per i nostri, che mare, in Camargue, significhi anche vento. Il Mistràl, per la precisione; un soffio teso e costante, da Sud, che ti può far impazzire. Oppure, se sei un ciclista, può farti perdere un mucchio di tempo, e sprecare le energie necessarie per ricucire pericolosi “ventagli”.
E’ così che anche una tappa sulla carta poco significativa potrebbe trasformarsi, sempre a patto che ci sia....vento, in una frazione buona per fare classifica. Bisognerà stare attenti a non andare in affanno, bisognerà stare attenti a non forare, bisognerà incrociare le dita nella speranza di non rimanere invischiati in problemi tecnici, perché questi li si pagherebbe fino all’ultimo secondo e allora addio ai sogni di gloria.
Diversamente, qualora il Mistràl dovesse lasciare tregua, spazio ad un volatone di gruppo per i velocisti mentre gli uomini di classifica potranno dedicarsi ad ammirare quel mare che è il leit-motif dichiarato della prima settimana di gara. Si arriva, seconda volta nell’ultracentenaria Storia del Tour, a La Grande-Motte, località marittima del Commune de l’Hérault che conta 85oo abitanti ed innumerevoli architetture in stile ultra-moderno. Difficoltà: 1 o 2 stelle.


[...] da qualcuno il “Cipollini del Duemila”) è – decisamente – il migliore tra tutti. Marsiglia-La Grande Motte è una frazione semplice semplice: 196,5 km, il caldo (se ci sarà) ad annebbiare le menti ed il [...]