
E’ la tappa Ryanair del Tour de France, dacché unisce due località assimilate, nell’immaginario collettivo, dalla reclame del primo vettore aereo low-cost d’Europa, Girona e Barcellona. Ma tutto questo non ci inganni: non sarà, infatti, una frazione al risparmio per la carovana, che con Barcellona tocca il punto più....meridionale nella storia del Tour oltreché l’ultimo, importante, “faro” della sua tournée a costeggiare il Mediterraneo (prima della capitale catalana era toccato a due città di altrettanto prestigio come Monaco e Marsiglia), nella settimana di corsa dedicata dagli organizzatori all’acqua. Che la ammirino bene, i corridori, perché di qui in avanti il profumo di salsedine lascerà spazio al caldo soffocante dei Pirenei prima, al fresco corroborante delle Alpi poi. E tutto diventerà meno semplice.
Non che questa Girona-Barcellona sia una frazione agevole.. I GPM sono sì posti a quote molto basse, non si supera la terza categoria, ma sono salite secche, e sono cinque. Cinque più una, in realtà, come il Superenalotto: l’arrivo è posto infatti in cima alla collina del Montjuic, vetta che sovrasta il porto della città catalana e ne contraddistingue il profilo, caratterizzato da continui saliscendi. A costo di giocarci la faccia, ci sentiamo di escludere i velocisti dal pronostico. Più probabile che sia un uomo da Classiche, al momento ci viene in mente solo Frank Schleck, ad avere la meglio. A meno che non venga “ripescato” il favorito numero uno per una frazione del genere: l’iberico Alejandro Valverde, fermato per essere coinvolto in un’inchiesta sul doping.


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