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venerdì maggio 18th 2012

Tour de France 2009, 16° tappa Martigny-Bourg Saint Maurice – Presentazione

san-bernardo

La sedicesima frazione, quella – citiamo il sito letour.fr – “svizzero-italo-francese”, è anche quella del quinto sconfinamento (se non è record ci siamo andati vicini) per la 96esima edizione della Grande Boucle, oltreché essere la prima dopo il secondo giorno di riposo. A proposito del riposo, dovete sapere che non tutti i ciclisti sanno (o riescono ad) interpretarlo nello stesso modo: c’è, ad esempio, chi....ne approfitta per recuperare qualche energia dopo averne spese a volontà; c’è poi chi rimbalza invece da un evento promozionale ad un altro, vuoi perché costretto (una sorte che toccherà di certo alla maglia gialla. Manco fosse una colpa..) vuoi perché ha qualche interesse da curare in zona; c’è, infine, chi esce in bicicletta e si “sciroppa” dalle 4 alle 6 ore a buon ritmo, giusto per non perdere l’abitudine. Chiappucci era uno di questi. Per lui e per quelli come lui, fermarsi voleva dire inceppare un motore che aveva girato fino a quel momento a certi regimi. Hai voglia a ritrovare il passo..

Auguriamo a tutti i corridori in gruppo di conoscere il proprio motore, dal momento che il rischio di farlo “grippare” in una tappa come la Martigny-Bourg Saint Maurice è davvero molto, molto elevato. Certo, 159km non sono moltissimi dopo un giorno di riposo. Ma possono diventare interminabili quando il programma prevede la doppia scalata al San Bernardo, cominciando dal fratello maggiore (il Gran San Bernardo, appunto) per poi approdare alla sua forma ridotta (il Piccolo San Bernardo), ma non per questo meno temibile. Le pendenze di per sé non sono proibitive: 6,2 e 5,1 per cento di media, in rigoroso ordine di apparizione. Quello che può fare male è la misura della salita, lunga 24,4km nel primo e 22,6km nel secondo caso.

Se becchi quella che in gergo si chiama una “cotta”, e magari ti capita proprio mentre stai approcciando la seconda ascesa, difficilmente riuscirai a limitare i danni. I big delle volate, e specialmente il titolare della maglia verde che intenda portarla fino a Parigi, dovranno stare attenti al tempo massimo, che su una frazione di 4 ore circa sarà ridotto al minimo sindacale. Ci fosse Savoldelli, ritiratosi ad inizio anno per incominciare a curare i propri interessi nel settore immobiliare, il pronostico sarebbe tutto per lui con una discesa come quella che conduce a Bourg Saint Maurice: 30km per 1300 metri di dislivello in picchiata, avrebbe guadagnato uno o due minuti. Ma Savoldelli non c’è, e non c’è nemmeno qualcuno anche solo lontanamente avvicinabile a lui. Scommettiamo che arriverà un gruppetto?

veni, vidi.. condividi?

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2 Responses to “Tour de France 2009, 16° tappa Martigny-Bourg Saint Maurice – Presentazione”

  1. [...] modesto giudizio) di riproporre l’attraversamento della Vallée in questa 16esima frazione, da Martigny a Bourg Saint Maurice. Si parte dalla Svizzera, dunque, terra di conquista – della maglia gialla – per Alberto [...]

  2. [...] gli appassionati, spesso costretti ad assistere a corse bloccate e prive di fantasia. Tant’è, da martedì non ci si potrà più nascondere: la lotta per la maglia gialla resta più aperta che mai. C’è [...]

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