
Doveva essere una frazione interlocutoria, 196km al risparmio in vista della determinante cronosquadre odierna. Invece una curva pronunciata, una folata improvvisa, ed il gruppo si è spezzato in due tronconi cambiando le sorti della frazione, modificando forse il canovaccio dell’intero Tour. Andiamo a vedere il “pagellone” della 3° tappa della Grande Boucle, la Marsiglia-La Grande-Motte.
LANCE ARMSTRONG voto 8 - il team Columbia ci si è trovato, la maglia gialla Fabian Cancellara pure. Lui, invece, in fuga ci è entrato. Lo ha fatto stando più attento degli altri all’evoluzione del tracciato, mantenendo una posizione avanzata anche a costo di spendere più degli altri, mandando a tirare i suoi due uomini (Popovych e Zubeldia, 7 per entrambi) quando è stato chiaro che il gap stentava ad essere richiuso. Alla fine il “Cowboy” ha guadagnato 41″ su tutti gli altri favoriti, tra i quali spicca il nome del compagno di squadra Contador. “Perché non era in fuga con me? Chiedetelo a lui” ha stoppato le insinuazioni il buon Lance. Non siamo mai stati teneri con lui, ma quello di lunedì, dobbiamo riconoscerlo, è stato un colpo da maestro.
TEAM COLUMBIA HIGH-ROAD voto 9 - dopo la frazione festiva non eravamo stati teneri: “lavorano sodo e vincono, ma potrebbero sbattersi di meno ed ottenere di più” è stata la sostanza del giudizio dopo-Brignoles. In Camargue si sbattono ancora molto; ma ottengono tantissimo, diamogliene atto. Il voto 9, poi, è giustificato dal fatto che in fuga si sono trovati tutti insieme, in 9 appunto, orchestrati da quel magnifico direttore che è George Hincapie (voto 10), già deus ex machina dei 7 successi gialli di Armstrong. Quando si dice che più della testa contano le gambe..
FABIAN CANCELLARA voto 6,5 - Resta con i primi, più per caso che per abilità. Ma la fortuna aiuta gli audaci, lui lo è.
ALBERTO CONTADOR voto 5 - cosa ci faccia nella pancia del gruppo uno che vuole vincere il Tour non è dato a sapersi. Come possa poi lamentarsi al cospetto di uno, suo compagno di squadra, che cerca di guadagnare qualche secondo sulle difficoltà altrui, ce lo dovrà spiegare. E dire che la svolta repentina era segnalata, il ventaglio logica conseguenza. E dire che si sa che il Tour è una corsa a trabocchetti, e vince chi non ci casca. Ci si attendeva un altro piglio. Anche perché un conto è vincere il Tour quando si è degli illustri sconosciuti che nessuno controlla, un altro ripetersi partendo con i favori del pronostico.
MARK CAVENDISH voto 7 – finalizza alla grande il lavoro del team: killer instinct

