
La quindicesima frazione de la Vuelta a Espana dura meno di 5′. Il resto, infatti, è solo contorno. Possibile?, vi starete chiedendo. Ma non si trattava di una tappa vallonata, lunga 167,7km (poi divenuti, a causa di una modifica nel percorso, 170,7), foriera di imboscate?, continuerete. Eppure così è stato. Due, forse tre al massimo, le emozioni:
LEGGI LA CRONACA MINUTO x MINUTO DELLA 15.a TAPPA
1. LA PARTENZA - Gocce di pioggia su....il gruppo, che si prepara ad un’altra giornata autunnale come è stata già quella di ieri. La variabilità come fattore di imprevedibilità della corsa, ma alla fine saranno ben poche le cadute in gruppo. Nessuna grave.
2. LA DISTRAZIONE - 13.45: il gruppo si spezza in due per via dell’asfalto viscido in un tratto di discesa. Davanti ci sono tutti gli uomini di classifica tranne, udite udite, la maglia oro Alejandro Valverde. Una distrazione che potrebbe risultare fatale al campione spagnolo, se non fosse che davanti non hanno troppa voglia di spremersi e dietro, invece, Caisse d’Epargne e Vacansoleil “menano” di brutto. Ricongiungimento. Poi parte la fuga dei 13 che si giocheranno il successo parziale, forti di un vantaggio arrivato anche a sfiorare i 20′. Roba d’altri tempi..
3. IL CONTROPIEDE - a 20km e spicci dall’arrivo, Lars Boom parte come una fucilata frantumando le gambe già stanche dei suoi compagni d’avventura. Pochi gli tengono dietro, incapaci di organizzare un inseguimento che sia degno di questo titolo. Solo David Herrero Llorente tenta un recupero disperato, senza successo. L’olandese, già vincitore del Giro del Belgio quest’anno, si aggiudica la 15esima tappa con l’abissale vantaggio di 23′ sul gruppo degli uomini di classifica.

