
Vuelta a Espana, 14.a tappa Granada-Sierra de La Pandera: 157 km, un solo protagonista. E’ il capitano Lampre-NGC Damiano Cunego, da Cerro (Veronese) a Sierra (de la Pandera) con una determinazione ed una rotondità di pedalata tali da far ben sperare un’intera nazione. A cominciare dal ct Franco Ballerini, che lo ha già eletto capitano per il mondiale su strada professionisti che si correrà domenica 27 settembre a Mendrisio. Per Damiano è il secondo successo nell’edizione 2009 de la Vuelta. Anche in questo caso, quella di Cunego è stata una vittoria da grande corridore.
In salita (lo striscione d’arrivo era posto a quota 1840 metri), da solo, con una fuga cominciata a 14,6 km dal traguardo dopo essere stato all’attacco, in compagnia di altri otto fuggitivi, sin dal km 35. In una giornata di pioggia e freddo, da ombrelli e maglioni. Nulla è parso poter fermare Cunego, nessuno è riuscito ad avvicinarlo. E dire che dietro c’era una muta di segugi di talento (basti citare Ivan Basso ed una Liquigas a lui completamente votata, Gesink, Samuel Sanchez e Cadel Evans), che ha provato in ogni modo a far saltare il leader della classifica Alejandro Valverde.
Cunego faceva parte, lo abbiamo detto poc’anzi, di una fuga di nove. Più di 6 minuti il vantaggio ai -40 km, 5 minuti anche ai -17. A quel punto il primo a provare, tra gli attaccanti, è stato lo spagnolo Adrian Palomares, ma Cunego l’ha controllato. Poi, siccome nessuno prendeva l’iniziativa e diminuivano andatura e vantaggio, il veronese ha deciso di rompere gli indugi ed andar via, in solitudine, ai -14,6, con 4’45″ su un gruppo tirato fortissimo dalla Liquigas-Doimo.
Ivan Basso sacrificava prima lo svedese Carlstroem, poi il ceco Kreuziger, quindi lo svizzero Zaugg, ma il distacco da Cunego veniva soltanto scalfito. Sull’Alto de Los Villares, ai -12, Damiano conservava 4’30″. Un falsopiano, quindi l’ultima salita di Sierra de La Pandera. Ai -4 anche l’ultimo uomo Liquigas, il polacco Szmyd, esauriva la benzina e lasciava sfogare Basso. Nel punto più ripido, con punte al 13 e al 14%, attaccavano prima l’australiano Cadel Evans, poi – con maggiore decisione – l’olandese Robert Gesink. Basso faticava a replicare, ma resisteva con la grinta. Valverde perdeva qualche metro. Ne approfittavano altri due spagnoli, Eze Mosquera e Samuel Sanchez.
Mentre Cunego si avviava, regolare, verso il trionfo, Valverde riusciva a gestire il suo momento di disagio, si riprendeva, riprendeva anche i suoi avversari, addirittura li staccava. Così sulla Sierra de La Pandera gli unici a guadagnare qualcosa su Valverde sono stati Sanchez (14″ più 8″ di abbuono) e Mosquera (12″). Valverde ha inflitto invece 3″ a Gesink, 17″ a Evans e 26″ a uno sfinito Basso.

