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Doping al Tour 2009, UCI replica alla Agenzia Francese di Lotta al Doping

dopingDi seguito pubblichiamo il comunicato emanato dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) in risposta alle accuse di complicità con i team ed alcuni corridori durante il Tour de France 2009 lanciate dalla Agenzia Francese di Lotta al Doping (AFLD).

«L’Uci ha ricevuto stamane il rapporto redatto dalla AFLD (Agenzia Francese di Lotta al Doping) riguardante i controlli antidoping effettuati al Tour. Ed il fatto che contestualmente il rapporto sia stato consegnato ai media non è corretto. L’Uci giudica del tutto inaccettabile il comportamento di Pierre Bordry e dei suoi collaboratori. Nonostante UCI e AFLD avessero stilato un programma comune per il Tour, l’AFLD ha redatto e pubblicato un rapportio unilaterale, senza dare all’UCI la possibilità di studiarlo e di correggere le sottolineature errate che vi sono contenute. Questo non è l’atteggiamento che ci si può attendere da un partner affidabile e professionale.

Quanto al rapporto, l’UCI giudica completamente infondate e molto gravi le accuse mosse dalla AFLD contro gli ufficiali impegnati nei controlli al Tour 2009. L’UCI infatti rispetta il maniera scrupolosa gli obblighi imposti dal Codice Mondiale Antidoping. L’uguaglianza del trattamento per squadre e corridori è assolutamente garantito, le condizioni dei controlli sono sempre state conformi agli standard in vigore e le regole di conservazione dei campioni strettamente osservate.

Inoltre l’UCI ricorda che, proprio sui dubbi avanzati dalla AFLD, è già stata svolta un’inchiesta sul trattamento riservato alla Astana, inchiesta che aveva chiaramente dimostrato come questa accusa fosse infondata. Da un punto di vista generale e nell’ottica di una costante crescita della lotta al doping, l’UCI si era impegnata in una collaborazione con l’AFLD, dopo che proprio quest’ultima l’aveva chiesto visto che la nostra Federazione era la sola organizzazione responsabile dell’antidoping al Tour 2009. Sfortunatamente, l’esperienza dimostra che l’AFLD non presta la sua attenzione che alle presunte disfunzioni delle altre parti, per far credere che queste abbiamo lavorato male nel loro complesso.

Questo atteggiamento non è corretto, proprio come il fatto di non tener conto dell’enorme mole di lavoro svolto da molte persone nell’arco di tre settimane nel quadro di un programma antidoping intenso, che è il più completo e sofisticato realizzato per un avvenimento al di fuori dei Giochi Olimpici. Infine, l’UCI considera molto grave il fatto che il buon lavoro comune svolto durante il Tour sia stato minato dalla ricerca di visibilità mediatica del signor Bordry, il quale sembra voler sabotare gli sforzi compiuti dall’UCI e dai suoi partner nella lotta al doping. Una cosiderazione che porta l’UCI ad interrogarsi sulle effettive intenzioni del signor Bordry.

Per questo, l’UCI studierà la possibilità di collaborare con un partner neutro per i controlli antidoping sul suolo francese, opzione peraltro già adottata da altre Federazioni Internazionali».

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