
Gabriele Bosisio è stato trovato positivo all’EPO ricombinante (più noto al grande pubblico degli appassionati di ciclismo come CERA) ad un controllo antidoping a sorpresa disposto dall’UCI. Il test è stato eseguito il 2 settembre a Rogeno, in provincia di Lecco, per approfondire le discrepanze evidenziatesi in precedenza tra gli esiti di un controllo ematico ed i valori del corridore contenuti nel suo passaporto biologico.
LE DICHIARAZIONI (gazzetta.it) — “Sono....estraneo all’assunzione di EPO che mi viene contestata: in carriera ho sempre agito correttamente e voglio andare fino in fondo per chiarire la mia posizione. Chiederò immediatamente le controanalisi. Corro in bicicletta da vent’anni e ho sempre vissuto seriamente la vita d’atleta. Non ho mai avuto picchi di rendimento tali da creare sospetti, ma soltanto regolarità nelle mie prestazioni. Quella mattina del 2 settembre, quando sono stato controllato alle 7,30, già sapevo che non avrei fatto parte della Nazionale per i mondiali di Mendrisio: la mia stagione era finita”.
Dunque perché sottoporsi a trattamenti dopanti? Una domanda che, qualora le controanalisi confermassero la positività di Bosisio, getterebbe ulteriori inquetanti dubbi sulla vicenda.


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