
Il dazio che negli ultimi anni il ciclismo italiano si sta – suo malgrado – abituando a pagare ai Mondiali comincia a diventare tremendamente gravoso. A Varese 2008 fu la volta di Paolo Bettini, che appese la bici al chiodo al termine della prova iridata vinta da Alessandro Ballan; a Mendrisio 2009 è stato invece il pedale femminile a perdere un pezzo da novanta del palmarés e del talento di Fabiana Luperini.
Come avevo detto alla vigilia, anzi da tempo, è giunto davvero il momento di terminare la mia carriera.
Per Fabiana, un eventuale ripensamento sarebbe dipeso solamente dal....risultato al campionato del mondo donne: se vinco resisto ancora un anno, se non altro per onorare la maglia arcobaleno, altrimenti stop. Il successo di Tatiana Guderzo da un lato ci ha regalato una gioia irrefrenabile, ma dall’altro ci ha privati per sempre del talento della 35enne toscana.
Decisione irremovibile, non se ne parla più. «Non ho dubbi, non torno indietro. La mia squadra mi chiede di pensarci ancora, di riparlarne più in là, ma non voglio più sentir parlare di corse. Chiudo qui»
Una carriera straordinaria. Da quando, a 7 anni (era l’81), inizia a correre nel Gs Vettori allenata dal padre Giovanni. Nello stesso anno è vittima di un brutto incidente che le costa 37 punti di sutura al ginocchio. Sembra il prologo ad una possibile rinuncia, ma ci vuole ben altro per fermare la “Lupa”, che nelle gare Giovanissimi aveva preso il vizietto di battere anche i maschi, Bettini compreso.
L’exploit si ha con il passaggio al professionismo nel 1993 (Gs Gelati Sanson-Mimosa, Forlì): 58 succesi, tra cui il terzo posto nel mondiale 4×50 km di Oslo nel 1993. È senza dubbio fantastico l’anno di grazia 1995: vince il suo primo Giro d’Italia donne (alla fine saranno 5, l’ultimo l’anno scorso), il Tour de France (ne vincerà altri due), il campionato italiano a Bertinoro (ne conquisterà 4) e il Giro del Trentino (un filotto di 6).
Nel suo ricco, anzi ricchissimo, palmarés, spiccano anche Freccia Vallone, Tour de l’Aude e Trofeo Mediterraneo, quest’ultimo conquistato nel 2001 con la mitica formazione dell’Edilsavino di Perignano. Cosa farà ora la campionessa che scende di bici?
Non lo. Sinceramente non lo so. Ho in tasca la laurea di manager dello sport, però vorrei realizzare il vecchio sogno della laurea in giurisprudenza. Voglio pensarci con calma.
In bocca al lupo. Anzi, alla Lupa..

