
Come un fuoco troppo vivo, che in un attimo brucia tutto il combustibile a propria disposizione emanando una luce ed un tepore eccezionali salvo rimanere vittima della propria veemenza. Così si è spento il ciclista vallone Frank Vandenbroucke. 34 anni, una carriera ricca di successi (suoi) e di chiacchiere (altrui), VDB ci saluta da un’anonima stanza di un anonimo albergo senegalese, vittima - si dice - di un’embolia polmonare che sembra troppo semplice far risalire agli eccessi che ne hanno caratterizzato l’esistenza, umana prima che sportiva.
Specialista....delle corse in linea, dopo i grandi risultati ottenuti nelle categorie giovanili passò professionista a soli 19 anni saltando addirittura la categoria dilettanti. Gli esperti si attendevano da lui grandi risultati; Vandenbroucke rispose alle attese conquistando, era il 1999, la Liegi-Bastogne-Liegi. Favorito numero uno anche per il mondiale (che quell’anno si svolgeva a Verona), nelle fasi iniziali della corsa cadde e si ruppe il polso. Riuscì a rimanere nel gruppo di testa, ma in vista del traguardo non poté rispondere a Óscar Freire che andò a vincere con uno scatto negli ultimi 500 metri.
Sembrava l’inizio di una straordinaria storia sportiva, fu invece l’inizio della fine. Problemi col doping (chi non li ha avuti in quegli straordinari anni ‘90?) si intrecciarono con ben più profondi squilibri personali, fino al progetto del suicidio: “Sono andato a cercare la bottiglia di vino più cara della mia cantina, un Chateau Petrus 1961, ed ho brindato alla mia vita. Avevo chiesto consiglio ad un medico: con l’insulina doveva essere finita” aveva scritto nella sua autobiografia, pubblicata un anno fa. Sembrava in grado di uscirne, Frank. Sembrava ancora capace di un’ultima fuga, tanto che si era detto pronto a cercarsi una squadra per il 2010.
La sua ultima fuga, invece, lo ha portato dritto dritto alla morte. Forti del suo passato, i giornali di mezzo mondo dicono che questa sia avvolta dal mistero. Noi, invece, preferiremmo calasse una cortina di rispettoso silenzio.