Damiano Cunego al Tour de France 2008: dopo una rovinosa caduta, viene aiutato a rialzarsi e spinto in corsa dal fedele scudiero Paolo Tiralongo. Roba d’altri tempi
Damiano Cunego al Tour de France 2008: dopo una rovinosa caduta, viene aiutato a rialzarsi e spinto in corsa dal fedele scudiero Paolo Tiralongo. Roba d’altri tempiIpse dixit:
Ci sono rimasto male per due giorni. Mi ero allenato per disputare un grande Lombardia, ma lui non mi ha voluto. Doveva essere la mia ultima corsa con la Lampre. Già all’Emilia gli avevo chiesto come stava e non mi aveva risposto, perciò avevo fatto la mia gara. Non so che cosa gli sia passato in testa, dopo la Vuelta, ma certo qualcosa in lui non va.
Questo l’amaro sfogo di Paolo Tiralongo, atleta nato ad Avola 32 primavere or sono e (verrebbe da dire “ciononostante”) capace di un’ottima....Vuelta a Espana, culminata nell’ottavo posto in classifica generale, dopo una carriera senza acuti spesa a fare da gregario. Negli ultimi quattro anni alla corte di Damiano Cunego, il “lui” bersaglio delle accuse del virgolettato di cui sopra. Tiralongo arrivò anche ad ospitare il Piccolo Principe di Cerro Veronese a casa propria, in Sicilia, quando l’inverno pungeva ed il ritiro sull’isola era la strada più comoda per allenarsi senza contrattempi. E questa, non lo dice ma lo pensa, è stata la ricompensa: nessuna garanzia per il 2010 ed esclusione dalla lista-partenti del Lombardia.
Passerà all’Astana di Alberto Contador e del duo di tecnici Martinelli-Bontempi. Ma prima c’è stato, forte, il bisogno di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
Ha criticato la squadra dopo il Lombardia: se non sai coccolarti i tuoi gregari, come faceva Bettini, non vai lontano. Cunego in quattro anni ha perso i suoi uomini migliori. Se mi avesse dato qualche garanzia non sarei andato via. Invece, sapete come è fatto, non ha mai messo bocca con la squadra. Lo stesso al Mondiale: era il leader, ma non ha parlato per portare il suo gregario di fiducia. Ho dato l’anima per lui, ma quando doveva aiutarmi non l’ha fatto.
Atto d’accusa che può suonare come ultima, disperata, dichiarazione d’un innamorato mal corrisposto. Damiano, impara a coltivare le tue amicizie: solo così esploderà il tuo enorme talento.


Mi ha fatto un po’ di tenerezza alla Milano Sanremo