Moises Duenas ha cantato. Siccome gli spagnoli, che pure hanno mille altre qualità, certo non si distinguono per essere un popolo di voci sublimi, le sue note, purtroppo, non gli varranno alcun premio internazionale. Per fortuna, però, potrebbero – speriamo – tornar utili per aprire un nuovo fronte nella guerra senza quartiere che il ciclismo sta combattendo contro la piaga del doping.
La rivelazione giunge da El Paìs, uno dei maggiori quotidiani iberici: Moises Duenas, ciclista pizzicato positivo ad un test antidoping nel corso del Tour 2008, avrebbe collaborato (“cantato”) con la polizia facendo il nome di un certo dottor Jesus Losa, suo fidato fornitore di prodotti dopanti.
Il problema, semmai, risiede in una scoperta fatta dagli investigatori: il suddetto Jesus Losa sarebbe infatti stato al centro di una rete di contatti con almeno altri....due corridori spagnoli della Caisse d’Epargne, un (altro) iberico tesserato per Rock Racing, un quarto, portacolori di un team italiano, ed un russo che il quotidiano è riuscito a scoprire essere un big del panorama internazionale. Fuori i nomi: Dani Moreno, Luis León Sánchez, Luis Maté e Alexander Kolobnev

