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Doping, Fanini: “Vandenbroucke spia di un allarme”

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Vituperato dai ciclisti così come dai semplici appassionati, emarginato (per questo?) dal giro che conta, Ivano Fanini non si rassegna al silenzio. Questa volta, lo spunto per un nuovo intervento glielo ha dato la tragica scomparsa di Frank Vandenbroucke. Come leggiamo in una nota:

Purtroppo la morte di Vandenbrouke non mi sorprende più di tanto. E pensare che giorni fa, quando lessi che cercava squadra per il 2010 ed apprezzai che per la preparazione si sarebbe messo in mano al Centro Mapei, lo avrei chiamato io, se davvero alla fine fosse rimasto a piedi. Evidentemente era già in una fase per cui sarebbe stato difficile recuperarlo. Peccato perché era un campione nato.

Ormai ho perso il conto delle morti di giovani ciclisti. Le cause che trovano sono sempre scuse per nascondere la vera motivazione: il doping selvaggio e tutto ciò che lo circonda. Mi ripeto da anni ma d’altronde se non ci fermeremo, qui non si sa più quanti altri morti dovremo vedere, senza contare che molti ex atleti non arriveranno a 50 anni. Vi rendete conto quanti grandi campioni mancano già all’appello e quanti ne sono stati squalificati negli ultimi anni? E senza considerare che di quelli sconosciuti non se ne parla mai.

I controlli degli ultimi mesi stanno facendo cambiare la mentalità delle squadre solo perché gli sponsor scappano ma i corridori ed i soliti maneggioni pur di continuare a fare soldi ed essere famosi sono già alla ricerca di nuovi veleni che ci sono e non si trovano.

Se non verranno nuove regole con l’introduzione della radiazione nei nuovi casi scoperti ed agli atleti già squalificati come pure togliere la possibilità di vestire la maglia della nazionale ai mondiali e olimpiadi, nessuno cambierà strada. Cadel Evans è la prova che si può vincere anche senza doping e quindi ci deve essere la volontà di cambiare.

Purtroppo ho la sensazione che tanti altri scandali stanno per scoppiare e ciò metterà per sempre in ginocchio il ciclismo. Credo che la distruzione dell’attuale ciclismo sia l’unica strada che porterà a ripartire con nuove leggi.

veni, vidi.. condividi?

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