giro del qatar 2012 LIVE
giovedì febbraio 9th 2012
Iscritto su Social Sport.net – aggregatore di sport sportmondo.it

ricorda:

x approfondire

    None Found

simplycemente

CICLONEtwork

Doping: il dottor Lazzaro nuovo Fuentes

doping1C’è chi lo ha definito “nuova vittima”; In realtà, secondo noi è solo l’ennesimo colpevole. Il soggetto in questione è il dottor Enrico Lazzaro, il cui nome era già noto ad alcuni per essere apparso nelle pagine di cronaca più nera del ciclismo italiano: sulla sua fedina penale, infatti, spicca la macchia di una condanna, emessa dal tribunale di Venezia per l’ormai storico blitz di Sanremo del Giro d’Italia 2001.

Niente di nuovo sotto il sole, insomma. Se non fosse che: 1) il dottor Lazzaro è accusato di aver introdotto una nuova pratica dopante...., l’autoemotrasfusione per ozonoterapia; 2) è imputato per aver somministrato la cura a professionisti di alcune discipline di fondo, come il ciclismo ma anche l’atletica e il nuoto; 3) è sospettato di essere al centro di una rete molto estesa, comprendente atleti di tutte le età e categorie che hanno chiesto di far ricorso alle sue pratiche per migliorare le proprie prestazioni.

L’inchiesta, condotta dal pm Benedetto Roberti, è giunta ad accertare le responsabilità del medico attraverso mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali: c’è persino un video che dimostra che una ragazzina di 15 anni, nuotatrice agonista di ottimo livello tesserata per il Team Veneto di Padova, si sottoponeva alla pratica dopante in presenza dei genitori, che ora sono indagati.

Ma l’indagine era partita dal fermo, il 20 maggio 2008, dell’auto su cui viaggiava il padre di Andrea Moletta, allora corridore della Gerolsteiner (e compagno di squadra di Davide Rebellin) impegnato al Giro d’Italia. In quell’occasione fu trovata una siringa di Lutrelef nascosta in un tubo di dentifricio: Natalino Moletta disse di averla ricevuta da Lazzaro.

La pratica incriminata, vietata negli ambulatori privati, consiste nel prelievo di una modesta quantità di sangue (circa 200 centimetri cubi) che viene arricchita con ozono attraverso un macchinario e quindi reinfusa al paziente. Il trattamento, ancora sperimentale, veniva eseguito in una struttura inadatta, con un macchinario detenuto illegalmente e perciò sequestrato. I rischi per la salute dei pazienti erano alti, in particolare per il pericolo di embolie.

La pratica, ripetuta per la ragazzina ben 16 volte a distanza settimanale, consentiva di migliorare le prestazioni senza il rischio di essere scoperti ai controlli antidoping, poiché i livell di ematocrito ed emoglobina restano costanti. L’ozonoterapia veniva accompagnata da iniezioni di ferro endovena per favorire l’eritropoiesi.

Un’evoluzione del doping di Fuentes, senza i problemi legati alla conservazione e al trasporto delle sacche di sangue, quindi più a basso costo. Il medico, proprio come Fuentes, adottava un linguaggio in codice per proteggere la riservatezza dei suoi clienti, spesso indicati con nomi comuni, di fantasia o solo con le iniziali, come è emerso dal sequestro dell’agenda di Lazzaro durante le perquisizioni. Perciò per molti l’identificazione è stata impossibile, ma non è escluso in futuro il coinvolgimento di atleti veneti di primo piano. Gli inquirenti inoltre stanno ancora cercando di scoprire quale fosse il giro d’affari di Lazzaro.

veni, vidi.. condividi?

Leave a Reply