
Franco Pellizotti ha esplorato, nella mattinata di venerdì 30 ottobre, una settantina di chilometri della quindicesima tappa del Giro d’Italia 2010. Da Paularo (dove è nato suo padre) a Tolmezzo, poi la Val d’Incaroio e il Passo Duron, la discesa verso Zuglio e il ritorno a Paularo. In una magnifica giornata d’autunno, in compagnia di....una novantina di cicloamatori, cui si sono aggiunti i colleghi professionisti Claudio Cucinotta e Davide Cimolai, la campionessa italiana ed europea juniores Elena Cecchini, argento nel Mondiale a punti, e Daniele Pontoni, ex stella del ciclocross e della mountain bike.
Non era la mia prima volta sul Passo Duron — racconta Pellizotti, 31 anni, alla Liquigas-Doimo anche nel 2010 —. È una salita molto impegnativa, di 5-6 chilometri, con pendenze fino al 19 per cento, e si arriva a quota 1070 metri. L’inizio è durissimo, in mezzo si addolcisce anche se rimane impegnativa, l’ultimo chilometro si torna al 15 per cento. Quando la si prende, è stretta, poi si allarga, infine si restringe di nuovo. Un bell’asfalto. L’ho fatta in agilità, con il 39×27. Quel giorno avremo tutti i rapporti che vorremo, perché dopo il Passo Duron ci saranno Sella Valcalda e lo Zoncolan. Non dal versante scalato nel 2008, ma da quello del 2003. Che è meno ripido. Ma la differenza si fa più dove si pedala che non dove ci si arrampica. E comunque sarà un tappone: si arriverà allo Zoncolan con più chilometri e più salite nelle gambe. Non sarà decisivo, ma determinante sì.

