
Una punizione esemplare. E che trovi anche il coraggio di fare appello, Matteo Priamo, squalificato oggi dal TAS (tribunale arbitrale dello sport) per quattro anni. Sarebbe solo....il prevedibile epilogo della tragica storia di doping che ha visto il 27enne di Castelfranco Veneto, motore immobile del mercato del CERA, divenire protagonista di confessioni (Sella, un anno di stop già scontato) e indagini di polizia (l’inchiesta di Padova è partita da lì), per ora giunte solo vicine allo scoperchiare un immenso calderone di sotterfugi che pare coinvolga anche l’atletica ed il nuoto.
La squalifica di Priamo, che pure era stato assolto dal Tribunale nazionale antidoping non essendo mai stata riscontrata alcuna sua positività in gara, decorre dal 27 febbraio 2009. Scadrà quindi il 26 febbraio 2013, ma già comporta l’annullamento di tutti i risultati conseguiti dall’atleta dalla scorsa fine di febbraio ad oggi.
Resta però il profondo rispetto per un uomo chiamato a reinventarsi una vita senza però poter fare più l’unica cosa che si era capaci di fare: pedalare. Il tema è spinoso: abbiamo avuto la testa dell’atleta, ma il ragazzo finirà mai di pagare?

