Allatta e corre, corre e allatta. Ma trova pure il tempo di vincere, appena quattro mesi e mezzo dopo aver partorito il figlio Alberto. Lei è Vania Rossi, ma chiamatela “mamma sprint”. La romagnola, ex campionessa italiana, oggi si è imposta nella seconda prova del Giro d’Italia di cross al Parco Ferrari di Modena, luogo di motori e anche di famiglia.
Alle gare con il bimbo; già perché mamma Vania vive poco lontano, sulle colline di Serramazzoni, con il compagno Riccardo Riccò, che....il 19 marzo 2010 (un giorno prima della Milano-Sanremo) avrà scontato la squalifica doping del Tour 2008 e potrà tornare a correre. Nel frattempo “Ricki” fa il papà quasi a tempo pieno, aiutando Vania. “Ci diamo il cambio – spiega Vania Rossi, 26 anni -. Al mattino lui si allena e io sto in casa con il bambino. Poi viceversa. Ricki è un buon papà, paziente e fiero del figlio. Ci aiutano anche i suoceri. In ogni caso, ogni tre ore sono di ritorno per allattare. Mi capita anche alle gare, dove andiamo in camper tutti assieme: allatto prima del via, gareggio e allatto dopo la corsa. Non ho tempo di restare per le premiazioni”.
Oggi il piccolo Alberto (nato il 6 luglio) pesa 7 chili e ha carnagione e capelli chiari come Riccò. La madre Vania è tornata alle gare a tempo di record: un po’ come la schermitrice Valentina Vezzali, che vinse il Mondiale quattro mesi dopo la nascita del figlio Pietro. “Fino a un mesetto fa mi sentivo ancora debilitata per il parto – racconta Vania Rossi -. Però avevo voglia di ritrovare la bici e quello che facevo prima di diventare mamma. Non mi aspettavo di vincere alla seconda gara (al debutto a Lecce era arrivata 6ª; ndr), perché ho ripreso ad allenarmi solo da un mese e mezzo”.
La romagnola di Torriana, persi i vecchi sponsor, gareggia con la maglia dell’Esercito. “Quando sono rimasta incinta, ero entrata nel gruppo da poco. Devo ringraziarli: mi sono rimasti vicini durante la gravidanza e oggi erano felici per la mia prima vittoria nell’Esercito”. Com’è cambiata la vita di Vania? “Si dorme poco di notte e si fatica tanto di giorno, tra il bimbo, le faccende domestiche e i pannolini. Arrivo a sera distrutta. Come peso, sono più magra di prima di restare incinta. Ma essere mamma è una grandissima gioia e uno stimolo in più”.


[...] In effetti eravamo rimasti tutti – positivamente (e non c’è ironia nell’avverbio) – sorpresi da questa donna, capace di partorire salvo tornare al successo solo poche settimane più tardi. [...]