Diciamo..
..che io partirò come capitano e Ivan (Basso, ndr) come mia spalla, anche se poi è sempre la strada a stabilire le reali gerarchie.
Parola di Franco Pellizotti, trasformatosi col tempo da innocuo Delfino (”di Bibione” come vuole il suo soprannome, ma anche di questo o quel capitano a seconda delle annate) a famelico squalo.
Del resto è stata proprio quella strada che lui stesso cita a regalargli un 2009 pieno di soddisfazioni, con il secondo gradino del podio al Giro del Centenario (era terzo, ma la positività di Danilo Di Luca al CERA..) e la maglia a pois di miglior scalatore al Tour de France, dove è stato anche indiscusso re e animatore delle principali fughe.
La strada lo ha investito capitano, le ragioni di stato gli impongono invece, di nuovo, un ruolo da delfino: Ivan Basso ha un contratto decisamente più oneroso del suo, è un uomo immagine per il marchio e la sua potenza mediatica non è neppure paragonabile (per eccesso) a quella del biondo compagno di squadra. Il discorso non si dovrebbe nemmeno porre, invece..
Invece Franco Pellizotti ci tiene a precisare che la sua stagione e quella del suo capitano, evedentemente presunto tale almeno secondo lui, dovranno correre su due binari paralleli, ognuno per sé, a meno che giunga qualche imprevisto a stravolgere i piani.
Credo che almeno in partenza il capitano sarò io. Non tanto per il fatto che nel 2009 sono salito sul podio finale, piuttosto per via di un percorso che mi avvantaggia un po’ rispetto ad Ivan. Voglio almeno ripetere quanto ho fatto nel 2009, la speranza è però di fare ancora meglio. Sarà una stagione focalizzata sul Giro, che è molto adatto alle mie caratteristiche, con tante montagne e fortunatamente per me, poca cronometro. Farò anche il Tour, perché una tappa ancora non sono riuscito a vincerla..
Fuor di metafora: al Giro 2010 tocca a me, che sono più adatto rispetto ad Ivan per la tipologia delle salite (sottoscriviamo); al Tour voglio una tappa e magari la conferma a pois, ovvero sarò al servizio di Basso solo a giorni alterni. Non certo un buon modo per cominciare una convivenza che rischia, in piccolo, di ripetere gli errori commessi lo scorso anno dal team Astana con Armstrong e Contador. Anche se crediamo che il team Liquigas-Doimo dinanzi alla prospettiva di vincere un Tour de France sia pronto ad apporre la firma..