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La borraccia di Bartali, la Dama Bianca e le pianure danesi: ecco chi era Fausto Coppi

“Questa triste morte,del tutto prematura,ingiusta,santificherà un eroe e ne farà un martire.25432_25432

Di un campione,ha fatto un immortale.”

Con queste parole il giornalista francese Jacques Augendre fotografò perfettamente la figura di Fausto Coppi dopo la sua morte.

Si,perchè l’Airone aveva compiuto imprese leggendarie,custodite nel cuore di tutti gli italiani,che ritrovavano nella sua rivalità con Bartali un segnale di speranza durante il terribile periodo del dopoguerra.

Coppi fu....il più grande,non tanto per la quantità delle vittorie(seppur considerevole),quanto per la qualità.

Le sue imprese avevano un qualcosa di leggendario,sembravano scritte con inchiostro di follia romantica;Coppi non si limitava a vincere,Coppi regalava un’emozione.

Indimenticabile la sua vittoria alla Milano-Sanremo del 1946,quando rifilando 14 minuti al secondo arrivato,il grande Gino Bartali,la radio annunciò:”Primo classificato Coppi Fausto,in attesa del secondo trasmettiamo musica da ballo”.

Proprio con Bartali si scatenò una delle più grandi rivalità sportive di sempre,fatta di odio e amore,capace di dividere un’intera nazione.

Due episodi riassumono perfettamente la grandezza dei due atleti.

Nel 1948,al Mondiale di Valkenburg,l’Airone e Ginettaccio corsero insieme x la nazionale,ma entrambi temevano che l’avversario emergesse come il migliore;per questa ragione si controllarono a vicenda disinteressandosi completamente dello sviluppo della corsa.Il Mondiale terminò con entrambi gli atleti italiani ritirati,tra le polemiche della Federazione.

Ma i due erano così,prendere o lasciare.

Come quando al Tour de France del 1952 vennero immortalati sul passo Galibier da Carlo Martini nella leggendaria foto dellaLa celebre foto scattata al Tour '52 borraccia.Nessuno dei due ha mai rivelato apertamente chi l’avesse passata,ma francamente non è questo che importa.Quella foto è La Foto,è il simbolo dello sport,del fair play,dell’umanità di questi due campioni immortali.

Ma Coppi non era solo ciclismo.

Fece scalpore la sua relazione con Giulia Occhini,meglio conosciuta come La Dame en Blanche,La Dama Bianca.

Si conobbero quando entrambi erano già sposati e suscitarono grande scandalo nell’Italia dei primi anni Cinquanta,tanto che la Dama fu costretta a trascorrere un mese di carcere,poichè venne denunciata dal marito per adulterio.

Se ne dissero molte sulla Dama Bianca,che scatenò anche l’ira del “Leone delle Fiandre” Fiorenzo Magni,quando al Giro della Lombardia del 1956 lo schernì perchè il “suo” Coppi era in fuga.

La leggenda del Campionissimo era tutto questo e molto altro,come quando al Mondiale di  Copenhagen,lamentandosi perchè non c’era un percorso adeguato tra le pianure danesi disse “Mi sarebbe bastato un calvalcavia ,non una salita vera,per staccare Van Steenbergen e Kubler che invece mi batterono allo sprint”.

Gianni Brera scrisse che sulle aie non possono volare le aquile.

Ma in fondo chi lo aveva visto da giovane poteva già raccontare di aver incontrato un campione,come Cavanna che raccomandandolo a Giovanni Rossignoli della Bianchi scrisse “Caro Giovanni,ti mando due corridori.Uno,il Coppi vincerà.L’altro farà quel che potrà.”

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2 Responses to “La borraccia di Bartali, la Dama Bianca e le pianure danesi: ecco chi era Fausto Coppi”

  1. matteo scrive:

    bravo lorenzo
    su coppi ce ne sarebbero da scriverci un libro
    ma tu, con tre o quattro episodi, hai detto tutto

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