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Armstrong rifiuta i controlli antidoping interni

lance-armstrongSe cercate uno spot per la lotta al doping e per un ciclismo trasparente, certo non dovete rivolgervi al sette volte vincitore del Tour de France, Lance Armstrong.

Il campione texano, che con il ritorno della condizione atletica (alla bella età di 38 anni) sta ritrovando anche quelle sfacciate maniere da “Cowboy” che ne hanno decretato le fortune, ha infatti dichiarato sabato scorso di aver chiesto una dispensa dai controlli antidoping aggiuntivi previsti dal protocollo interno alla squadra, il neonato team RadioShack.

In realtà, Armstrong aveva scelto di sottoporsi lo scorso anno a prelievi supplementari per smentire le voci ed i sospetti circolanti attorno al suo nome. Ora, dopo un anno “pulito”, non ritiene sia però più opportuno proseguire con questa strategia.

Ho subito 52 controlli lo scorso anno, molti dei quali prevedevano un prelievo congiunto sangue-urine. Non c’era modo di fare i furbi a meno di non essere degli stregoni, ma questo non è il mio caso..

Come spiegare all’UCI questa linea comportamentale? Semplicemente tenendosela buona. I test di squadra sono facoltativi, e previsti solo per quei team il cui regolamento interno li richiede. Perciò l’Unione Ciclistica Internazionale li caldeggia, ma non li impone. Ma

Credo sia più che sufficiente il sistema del Passaporto biologico, questa nostra carta d’identità contenente tutti i parametri di ciascuno che consente a chi controlla di individuare chi ha barato.

E il gioco è fatto: UCI accontentata, controlli interni rifiutati senza che alcuno abbia nulla da dire.

Ultima frecciata al mondo della carta stampata, colpevole di aver cavalcato le confidenze di un medico sportivo per mettere Lance Armstrong alla berlina:

Ci sono mille scienziati che mi hanno controllato, solo uno di loro si è detto incerto sulla credibilità delle mie prestazioni. Naturale che sia così, un po’ meno che questa sia l’unica storia che esce sui giornali: è molto frustrante per noi corridori.

Stanotte scatta in Australia il Tour Down Under 2010: se spegnessimo le polemiche e lasciassimo che a parlare sia la strada?

veni, vidi.. condividi?

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