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venerdì maggio 18th 2012

Giornata della Memoria 2010: ciò che non possiamo dimenticare

lager-donne-bambiniChissà se 65 anni fa come oggi ad Auschwitz c’era il Sole. Chissà se sarebbe bastato per sciogliere i cuori dei deportati, rattrappiti dall’esperienza di privazioni disumane e bestiali esperimenti sociali. Oggi, 27 gennaio, si celebra la decima “Giornata della Memoria”; 24 ore per ricordare quello che è stato e non avrebbe dovuto essere più, benché sappiamo che le cose sono andate – purtroppo – diversamente. La ricorrenza del 27 gennaio non è stata scelta “ad estro”: questo è infatti il giorno in cui l’Armata Rossa varcò i cancelli del lager polacco di Auschwitz, liberandone i prigionieri. Capita, in giornate come questa, di chiedersi quale sia il significato della celebrazione. Ci uniamo al falso interrogativo, falso perché sottintende una certa risposta e spoglia l’interlocutore del suo ruolo di controparte.

Non è giusto celebrare, benché con questo articolo lo stiamo facendo, una “Giornata della Memoria” così concepita: passa qualche film in tv, qualche deportato gira le scuole portando la propria testimonianza, arriva la sera e ci dimentichiamo di tutto, come se niente fosse stato. Finisce che il 28 gennaio tutto torna come prima, noi compresi, fino al prossimo anno, fino al prossimo “Giorno di”.

E’ sbagliato ricordare solo oggi. E’ sbagliato perché più del 10% delle vittime di quell’immane tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale (il conflitto più sanguinoso della Storia) sono state innocenti più innocenti di quegli altri, che pure pagarono nella loro stragrande maggioranza la colpa di avere “La divisa di un altro colore” o di abitare nei pressi di obiettivi militari. Più del 10% di quei 50milioni di morti erano ebrei, ma anche zingari, omosessuali, comunisti. Persino testimoni di Geova.

Fino ad allora, possiamo dire che le guerre erano state un affare quasi per galantuomini; dopo la Seconda Guerra Mondiale scoprimmo invece la crudeltà della guerra scientifica, fatta di armi sempre più devastanti ma anche, peggio, di concetti aberranti come Spazio Vitale (il Lebensraum) e Selezione Naturale, benché operata attraverso strumenti tutt’altro che naturali e condivisi. “Passare dal Camino” poteva accadere anche in conseguenza della semplice scelta di un lato dove scendere dal treno; gli aguzzini nazisti assoldavano alcuni prigionieri per controllare i loro “simili”, si gustavano il vederli all’opera, salvo rimuoverli, gassandoli, se non fossero stati sufficientemente crudeli; mariti separati dalle mogli, figli strappati alle loro famiglie, e quel che è peggio è che tutto questo accadeva per agevolare le operazioni di sterminio e di recupero dei “pezzi di ricambio”.

Già, perché le vittime (più innocenti degli innocenti, ricordiamo) erano anche due volte vittime: derubate di tutto, averi e dignità, e fatte a pezzi prima della sepoltura per diventare “bottoni e sapone”, tanto per citare la celebre battuta di un celeberrimo film.

Sebbene sia preferibile alla prospettiva di dimenticarsene sempre, ricordarsi di tutto questo un solo giorno all’anno è molto pericoloso. Parliamone nelle scuole, predichiamolo nelle chiese, documentiamoci leggendo libri e guardando la tv. Ascoltiamo con orecchio critico, e non prestiamoci alla demagogia di chi, subito un irreparabile torto, si erge oggi a giudice altrui in virtù di un diritto alla ricompensa che forse può sembrarci condivisibile, ma rischia di essere foriero di un nuovo odio e di nuove devastanti esperienze.

veni, vidi.. condividi?

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One Response to “Giornata della Memoria 2010: ciò che non possiamo dimenticare”

  1. [...] mercoledì 27 gennaio, in tutto il mondo si celebra il “Giorno della Memoria” in ricordo della fine della [...]

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