Se ne sta parlando poco, o forse se n’è parlato anche troppo.
Di certo c’è che il mondo degli appassionati di ciclismo si è diviso, abbastanza equamente, tra le posizioni degli innocentisti, dei complottisti (spesso questi due mondi coincidono) e dei colpevolisti.
Ma il caso è nato con il destino di suscitare un clamore sempre maggiore, dal momento che nell’occhio del ciclone sono finiti ben due atleti anziché uno come accade di solito.
Se poi il secondo è quel Riccardo Riccò che ha fatto tanto parlare di sè negli ultimi anni e per i successi sportivi, e per una proverbiale “lingualunga” e senza peli, e per il ricorso – ammesso – a pratiche dopanti, ci pare prevedibile che la vicenda possa deflagrare anche più in là nel tempo, un po’ come una bomba a mano cui sia stata staccata la linguetta dell’innesco.
Stiamo parlando, ormai sarà chiaro, della vicenda di doping che ha visto coinvolta Vania Rossi, concubina del “Cobra di Formigine” e madre del primogenito Alby, trovata positiva all’EPO-CERA in un controllo mirato effettuato al termine dei campionati italiani di ciclocross. La Rossi si è difesa in una breve intervista rilasciata alle principali testate nazionali:
Cado dalle nuvole, sono assolutamente estranea all’accusa che mi è stata rivolta. Non ho mai preso sostanze proibite e non l’ho fatto neppure ora visto che sono mamma da luglio e allatto il mio bambino.
Ora Vania Rossi è a casa, protetta dai suoi cari. La notizia della sua positività al CERA ha suscitato subito grandi polemiche.
Chi mi conosce – commenta la donna -, chi conosce la mia storia, sa benissimo che tutto questo è assolutamente assurdo. Non metterei mai a rischio la salute del mio bimbo per una gara ciclistica. Quella domenica, mentre attendevo di fare il controllo, ho allattato mio figlio, se avessi preso il CERA o qualsiasi altra cosa, sarei da mettere in galera. Cosa è successo? Questo non lo so – conclude -, ma ci sono troppe cose che non tornano.
Per gli amanti delle dietrologie ne citiamo una noi: la notizia è emersa il giorno dopo rispetto a quello in cui il mondo del calcio, con la positività di Adrian Mutu, aveva scoperto di aver perso la propria “innocenza”: che si volesse mettere a tacere il clamore mediatico attorno al rumeno immolando una vittima sacrificale molto in vista come Vania Rossi?

