Franco Ballerini, la fuga che ci ha fatto più male

Aveva 45 anni. Aveva, quando correva in bicicletta e poi quando era salito in ammiraglia, tanto talento quanta saggezza tattica, di quella che ti serve quando tutti sono al gancio e solo chi battezza il momento migliore per scattare riesce a tagliare il traguardo a braccia alzate. Aveva un sorriso per tutti, non aveva mai avuto una parola fuori posto per nessuno, era un toscano senza l’-accio spregiativo, che si usa per quelli, toscani come lui, diversamente da lui amanti della frase sopra le righe, dell’imprecazione a bocca piena.
Parlarne all’imperfetto sembra quasi irreale, eppure....oggi ci tocca: Franco Ballerini, ex ciclista e commissario tecnico della nazionale azzurra dei professionisti su strada, ha perso la vita questa mattina in conseguenza di un tragico incidente stradale occorsogli durante un rally (sua grande, ma sempre seconda, passione sportiva) in cui era impegnato nelle vesti di navigatore.
E’ morto presso l’Ospedale di Pistoia, dove era giunto in condizioni disperate proveniente dalla zona di Larciano. Nell’occasione, Ballerini stava facendo il “secondo” al pilota toscano Ciardi. Per motivi ancora tutti da accertare, l’auto dei due è uscita di strada. I due sono stati portati immediatamente all’ospedale pistoiese, ma Ballerini è spirato nonostante il prodigarsi dei medici. Ciardi è invece ricoverato in rianimazione in condizioni definite “gravissime” dai sanitari.
L’incidente è avvenuto in un tratto di strada all’interno di un bosco tra le località di Casa al Vento e Larciano. L’auto guidata da Ciardi, con Ballerini navigatore, ha sbandato e si è schiantata frontalmente su un muro, ribaltandosi. I soccorsi sono stati immediati, perché una postazione di soccorso della Misericordia era a 50 metri dal luogo dell’incidente. Le condizioni di Ballerini sono apparse subito disperate, in quanto l’impatto è avvenuto dal suo lato: per 45 minuti i sanitari hanno cercato di rianimarlo, poi hanno deciso di portarlo all’ospedale di Pistoia, ma ormai era clinicamente morto. All’ospedale di Pistoia il primo ad arrivare, in lacrime, è stato Alfredo Martini, poi Paolo Bettini, Luca Scinto e tantissimi amici del c.t. Ballerini lascia la moglie Sabrina e due figli.
Una carriera esemplare, da vero Signore, perché come tale era solito comportarsi. Signore del pavè, in particolare, dal momento che la sua parabola sportiva lo ha visto trionfatore alla Parigi-Roubaix nel 1995 e tre anni più tardi. Anche il ritiro (2001) era avvenuto a Roubaix, nel catino del più famoso Velodromo del mondo, dove Franco era stato applaudito a scena aperta da tutti i presenti.
Atleta esemplare, commissario tecnico da far invidia (ha vinto 4 mondiali e un’Olimpiade in nove anni), eppure a mancarci sarà soprattutto l’uomo, sebbene non abbiamo avuto il piacere di conoscerlo: riservato eppure non timido, allegro eppure mai sguaiato, responsabile e altruista, capace di dividere i meriti con i suoi compagni e atleti ma anche protettivo nei loro confronti quando c’era da individuare la colpa di un fallimento. Se esiste un Paradiso ed è come lo immaginiamo, certo il “Ballero” non ci si troverà granché bene: lui aveva bisogno di provare il brivido delle strade sconnesse, in bicicletta come su quell’auto che se lo è portato via, sarebbe stato meglio se fosse rimasto quaggiù con noi.
Filed under: Cronache dalla Strada

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