Che senso ha, scusateci il francesismo, tirarsi il culo 170 km se poi, in dirittura d’arrivo, ti fanno sbagliare strada?
Avete presente la simpatica pubblicità di una bevanda che è anche sponsor del Giro d’Italia?
Tappone di montagna, gruppetto compatto di fuggitivi e un vecchio “Ape car” che strombazza chiedendo dove si trovi il mare a questa gente cui non importa niente, o almeno fino a quando i ciclisti non si rendono conto che il veicolo trasporta una bibita dissetante e svoltano all’improvviso.
Orbene, la stessa scena si è verificata ieri in Provenza, sul rettilineo finale della seconda tappa del Giro del Mediterraneo 2010.
Con qualche distinguo....: non c’era salita, è vero, ma una fitta nevicata con folate di vento; non c’era un camioncino da assaltare, ma solo un vigile un po’ distratto; c’era invece chi conosceva quelle strade, dal momento che ci vive quando si allena, e non si è curato della segnalazione errata fatta dal suddetto vigile, che ha indirizzato il gruppo lanciato in volata verso la corsia riservata alle ammiraglie lasciando il via libera al trionfo di Veikkanen.
E’ stata infatti un’errata segnalazione degli addetti a portare Martin e gli sprinter lanciati verso il successo ad infilare la via riservata ad ammiraglie e direttori sportivi. Così Veikkanen, che nel sud della Francia vive e quelle strade le conosce benissimo, ne ha approfittato un po’ incredulo e ha conquistato tappa e maglia. Agli altri è rimasta solo la rabbia.