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Vuelta a Andalucia 2010, Grega Bole studia da sprinter: è 2° dietro a Freire

grega-bole_vuelta-andalucia-2010In contemporanea a Gavazzi vincente nel Giro di Sardegna 2010, un altro giovane talentuoso corridore della Lampre-Farnese Vini ha mostrato al mondo del ciclismo uno spazzo delle sue qualità.

Si tratta di Grega Bole, sloveno classe ’85, il quale nella 3^ tappa della Vuelta a Andalucia (Marbella-Benahavis, 162,5 km – leggi la cronaca della frazione) ha insidiato Freire nella lotta per il successo:

l’ex Campione del Mondo è riuscito a vincere la tappa, ma quanto mostrato dall’atleta della Lampre-Farnese Vini è stato davvero da applausi.

Infatti, al termine di una tappa molto dura, con 3000 metri di dislivello spazzati da un forte vento, Bole ha affrontato la volata finale (300 metri con pendenze del 6%) partendo in una posizione non ottimale nel gruppo (circa 20°);

la rimonta dello sloveno è però stata....perentoria, fino al 2° posto.

Con qualche metro in più di corsa, la vittoria di Freire non sarebbe stata più certa.

Eravamo partiti per fare la corsa in favore di Lorenzetto – ha spiegato il ds Copeland – La gara è stata però molto dura e Mirco è arrivato al momento dello sprint con le gambe dure. A quel punto Bole ha sfoderato un gran numero, peccato che sia partito da una posizione così arretrata.

La giornata andalusa della Lampre-Farnese Vini è stata contrassegnata anche dalla partenza di Cunego alla volta dell’Italia.

Damiano, atterrato alle 12 all’aeroporto di Venezia, ha raggiunto la propria abitazione di Cerro Veronese, dove ha trascorso un pomeriggio di forzato riposo.

Il braccio è ancora gonfio e non posso muoverlo: domani di sicuro sarò ancora fermo – ha spiegato Cunego – Vedremo nei prossimi giorni lo sviluppo della situazione, anche per valutare la programmazione dei miei prossimi impegni agonistici. Sono comunque fiducioso per il futuro, anche perché domenica, nella prima tappa della corsa spagnola, ho avvertito buone sensazioni.

Il corridore della Lampre-Farnese Vini è poi tornato sulle dinamiche della caduta che lo ha visto coinvolto ieri:

Ho provato a rivivere mentalmente quanto accaduto e mi sono convinto che la testa del gruppo ha potuto evitare una serie di transenne posizionate in maniera molto pericolosa. Io ero con altri corridori in posizione defilata e, rispetto agli atleti nelle prime posizioni, avevamo una visuale non completa della strada e così non abbiamo potuto scorgere le transenne: l’aggancio con una di esse è stato inevitabile. Tutto sommato a me è andata bene, c’è chi ha riportato danni fisici peggiori”.

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