Chi ha sbagliato, ora deve cominciare a pagare.
Ragionamento lineare, inappuntabile, dalle logiche conseguenze.
Non sono stati fatti nomi, ma solo perché li conosciamo già.
Al Giro d’Italia 2010 ci saranno corridori in quarantena. In passato abbiamo concesso fiducia ad atleti che il tempo ci ha detto non essersi ravveduti (riferimento chiaramente indirizzato a Danilo Di Luca, 2° al Giro del Centenario prima che l’antidoping rivelasse il suo ricorso al CERA, ndr); questo ci ha insegnato che chi viene invitato al Giro deve superare un ragionevole periodo di tempo prima di essere riabilitato.
Parole e musica del direttore del Giro d’Italia, Angelo Zomegnan.
Una presa di posizione molto decisa, che porta con sé alcune – logiche – conseguenze.
La prima e più evidente è....lo strappo con Danilo Di Luca, squalificato lo scorso inverno benché convinto di poter vincere il ricorso al TAS per poi reclamare il diritto a correre il Giro d’Italia con il team Lampre-Farnese, che con l’abruzzese ha già un accordo verbale. Non se ne farà nulla, anche se il Tribunale di Losanna dovesse cancellare tutte le accuse a carico del “Killer di Spoltore”.
La seconda, più velata perché il nome non è stato fatto mai benché altrettanto plausibile, è l’esclusione di Riccardo Riccò dal novero degli atleti che il prossimo 8 maggio coloreranno le strade di Amsterdam, città di partenza del Giro 2010. Prima dimostri di essere pulito, di saper vincere anche senza l’aiuto di sostanze proibite, poi si potrà parlare di riabilitazione. Ma, verosimilmente, tutto ciò non avverrà quest’anno.
La positività della compagna di Riccò, Vania Rossi, al CERA, aveva già fatto scattare un campanello di allarme nella testa degli organizzatori di RCS Sport, che infatti avevano escluso la Ceramica Flaminia-Bossini dagli inviti alla Milano-Sanremo di domani. Ora sul team si abbatte questa seconda doccia gelata, una rovina per sponsor che tanto hanno investito ed ora rischiano di veder sfumare il frutto di cotanto impegno.
Il margine di trattativa tra le parti è molto limitato: restano poche settimane per far cambiare idea agli organizzatori, ancor meno saranno le occasioni in corsa. Ma Riccardo Riccò ha un bonus da poter spendere a partire dalla Settimana Coppi&Bartali, corsa del suo rientro: scommettiamo che, vincesse quella corsa (o comunque dimostrasse di essere ancora competitivo ed amato dal pubblico), Zomegnan si affretterebbe a fare marcia indietro?


[...] “Ci saranno corridori in quarantena” per via delle arcinote vicende di doping, tuonò alcune settimane or sono il patron del Giro d’Italia 2010, Angelo Zomegnan. [...]
vedere mancare dal giro d’italia l’unico italiano decente oggi,e’ un grosso peccato.
vedo nei suoi confronti un’atteggiamewnto non tenuto x altri. peccato ci perde il giro.