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giovedì febbraio 9th 2012
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Biciclettando week-end: Corolla delle Ginestre (Ravenna, Emilia Romagna) #13

mountain-bike

partenza: Il Parco Carne’, cuore dell’importante zona carsica della Vena del Gesso.
arrivo: Al Parco Carne’, con la stazione ferroviaria di Brisighella a circo un’ora di cammino.
distanza: Circa....70 chilometri.
profilo altimetrico: Circa 1500 metri di dislivello con continue discese e salite.
condizioni del percorso: In gran parte su strade sterrate, con pochi chilometri su strade asfaltate poco trafficate.
segnaletica: Tabelle in legno e frecce, in alcuni punti un po’ carente.
paesaggio: Collinare e molto variato; le falesie e le doline della Vena del Gesso, le rocce ed i paesaggi dei calanchi.
il momento migliore: Da Aprile a Novembre, da evitare per il fango abbondante i periodi piovosi.
sicurezza: Sulla Vena del Gesso qualche tratto impegnativo, con discese da affrontare con cautela.

Itinerario

Questo è un percorso ad anello, dove il substrato geologico condiziona il paesaggio.

Desertiche distese di calanchi sulle prime colline, falesie rocciose e paesaggi carsici fanno approdare ai terreni arenacei della montagna con valli strette e boscose.

La mountainbike è sicuramente il mezzo che sembra studiato apposta per questo percorso fatto per “ciclisti veri”. Si affrontano continue ripide salite seguite da discese altrettanto ripide.

sentiero-brisighellaL’itinerario prende le mosse dal PARCO CARNE’ a circa tre chilometri a monte di Brisighella (foto) da dove in discesa si incrocia la strada fra Brisighella e Riolo Terme dove toccando la chiesetta di Vespignano si raggiunge il fondovalle del torrente Sintria, alla base delle impervie pendici gessose culminanti nel monte Mauro.

La prima salita si spinge ai piedi dei calanchi del rio Cà di Sasso per affrontare l’ascesa fino alla cima, con belle vedute delle doline dei versanti settentrionali della Vena e sui ruderi delle vecchie case costruite con blocchi di gesso.

santa-maria-assunta-tiberiacoIn cima, una breve deviazione porta all’antica pieve di S. Maria Assunta in Tiberiaco (foto) da dove l’occhio spazia su un vastissimo panorama.

Attenzione è consigliata prima della sella di Cà Faggia con alcuni punti scavati direttamente nel gesso.

Qui, in discesa si raggiunge il caratteristico semidirupo “borgo di gesso” e poco dopo la passerella sul torrente Senio che scorre sotto l’abitato di Borgo Rivola da dove si rimonta nuovamente la Vena verso Sasso Letroso per proseguire nel bosco fino alla sella di Cà Budrio.

Si lascia il gesso per inoltrarsi nella dorsale soprastante il castagneto di Campiuno a cui fanno da sfondo la valle del rio Sgarba e le falesie stratificate della Riva di San Biagio.

Da Casola Valsenio si continua la salita fino al passo del Prugno dove la stradina di cresta porta a monte Battaglia (715 m), il punto più alto del percorso dove lapidi e monumenti ricordano i combattimenti dell’autunno 1944.

Si riscende fra i rimboschimenti della valle del rio Cestina fino a Baffadi per ricominciare a salire in direzione del monte dell’Alberino, fra gruppi di case , frutteti e castagneti fino a raggiungere l’agriturismo ” Il Poggiolo ”.

Ora discesa nel fondovalle prima di una nuova dura salita fino alle case di pietra del Poggio, sul fianco destro della valle per guadagnare in breve la strada che corre sulla cresta. L’imponente profilo del monte Mauro e vedute sul mosaico agrario dove spiccano le macchie argentate degli uliveti ci accompagnano ai saliscendi di Rontana, con i recenti ritrovamenti archeologici nel basamento della rocca medievale.

L’ultima ripida discesa nel bosco riporta in pochi minuti al Parco Carne’ per il completamento di questo duro e affascinante percorso che mettendo alla prova la resistenza del ”ciclista vero“, lo gratifica con la soddisfazione di quanto ha saputo fare e di quanto ha potuto ammirare.

veni, vidi.. condividi?

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