C’erano due corridori che pubblico e organizzatori della Liegi-Bastogne-Liegi avrebbero preferito non vedere sul podio. Gli è andata male. Al pubblico e agli organizzatori, non ai due corridori.
Perché sul gradino più alto è salito Alexander Vinokourov, cacciato e bandito due anni fa, in flagranza di reato, dal Tour de France (e gli organizzatori del Tour sono quelli che organizzano anche la Liegi). E sul gradino più basso è andato Alejandro Valverde, sopravvissuto alla retata dell’Operacion Puerto. Nel mezzo, un altro Alessandro....: Alexander Kolobnev, collezionista di secondi posti, ma almeno lui dalla fedina sportiva pulita. La Vecchia Signora – è il soprannome della Liegi, che ha 118 anni – si è rivelata ancora una volta una corsa giovane, brillante, scintillante, entusiasmante. Milionaria di episodi, gesti, imprese. Dopo 3 km evadono in sette, tra cui Finetto. Massimo vantaggio: cinque minuti e mezzo. Il primo a cedere è proprio Finetto, per allergia. Poi il francese Bouet, poi il finlandese Veikkanen. Dietro cade, spacca la bici e si ritira Pietropolli, cade, cambia la bici e prosegue Valverde, ha problemi alla bici anche Frank Schleck.
SULLA REDOUTE — La corsa vera comincia sulla Redoute, quando anche l’ultimo superstite della fuga iniziale, il belga Devenyns, viene inghiottito. Agnoli fa il ritmo, Garzelli si espone, l’olandese Tankink attacca. La corsa dura esplode sulla Roche-aux-Faucons, quando Frank Schleck fa una sparata per Andy, lo segue Philippe Gilbert, e il tandem Andy-Philippe, per un attimo, sembra poter avere speranze. Dietro s’intravvede Damiano Cunego. Da quel momento, e manca una ventina di chilometri all’arrivo, è uno spettacolo pirotecnico. L’attacco vincente è a una quindicina di chilometri dal traguardo, spetta a Vinokourov, ripreso da Kolobnev, inseguito da Gilbert e Valverde più Evans. Una trentina di secondi, incolmabili. Ai 500 metri “Vino” molla Kolobnev, dietro Valverde regola Gilbert, che ci ha provato da solo sul Saint-Nicolas, ed Evans. Italiani “esimi”: Garzelli diciottesimo (a 1’18″), Cunego ventunesimo (a 1’18″), Nibali ventinovesimo (a 1’29″), Francesco Masciarelli trentaquattresimo (a 1’59″), Leo Bertagnolli trentottesimo (a 2’08″).
L’ERRORE DI GARZELLI — Vinokourov parla anche in terza persona: “Vinokourov è tornato, Vinokourov è qui, Vinokourov è la classe. Volevo dimostrare di poter vincere senza doping, e l’ho dimostrato. Questa è una vittoria pulita. Sono qui per far capire agli altri corridori che con l’allenamento ce la si può fare, che il lavoro paga, che si vince anche senza doping”. Garzelli parla con un po’ di rammarico: “Avrei dovuto aspettare. Ma sulla Redoute mi sentivo abbastanza bene, e ho speso energie, che poi mi sono mancate. Perché l’ultima volta che avevo fatto la Liegi era stato nel 2005, e a quel tempo la Roche-aux-Faucons non c’era, così non la conoscevo, non l’ho fatta in ricognizione, l’ho trovata dura e l’ho pagata cara”.
CUNEGO E NIBALI — Cunego parla di tranquillità: “Dalla Redoute in poi è sempre stato un cercare di rimanere attaccato ai primi. Mi staccavo, rientravo, tenevo duro, poi mi staccavo, rientravo, tenevo duro… Ho trovato la collaborazione di Garzelli, Nibali, Kreuziger e Gesink, ma non è bastato”. Nibali parla di gambe: “Mi sono mancate le gambe. Sulla Roche-aux-Facons, quando sono partiti i due Schleck, non ho perso la testa, mi sono detto che era meglio continuare del mio passo, regolare, c’era Evans dietro di me e sapevo che avrebbe potuto accelerare. Però quando lui ha accelerato, io non me la sono sentita di seguirlo, e ho continuato ancora del mio passo. Infatti, sulla seconda rampa della Roche, con Garzelli e Cunego a ruota, sono riuscito a rientrare, ma proprio in quel momento è scattato Vinokourov. Poi, sul Saint-Nicolas, ho sofferto. Ma ormai era finita”. dal nostro inviato Marco Pastonesi (ha collaborato Nicolò Licata)
COSì ALL’ARRIVO — 1. Alexandre VINOKOUROV (Kaz, Astana) 6h37’48″; 2. Alexandr Kolobnev (Rus, Katusha) a 6″; 3. Alejandro Valverde (Spa, Caisse d’Epargne) a 1’04″; 4. Philippe Gilbert (Bel) s.t.; 5. Cadel Evans (Aus); 6. Andy Schleck (Lux) a 1’07″; 7. Igor Anton (Spa) s.t.; 8. Christopher Horner (Usa); 9. Frank Schleck (Lux); 10. Alberto Contador (Spa).
Gli italiani: 18. Stefano Garzelli (Ita) a 1’18″ 21. Damiano Cunego (Ita) s.t. 29. Vincenzo Nibali (Ita) a 01’29″ 34. Francesco Masciarelli (Ita) a 01’59″ 38. Leonardo Bertagnolli (Ita) a 02’08″ 39. Francesco Failli (Ita) a 02’35″ 45. Franco Pellizotti (Ita) a 05’07″ 46. Giampaolo Caruso (Ita) s.t.


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