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Biciclettando week-end: GiraSile, la greenway del Sile da Treviso a Venezia #16

casier_sile

partenza: Vedelago (Treviso), c/o villa Emo di Fanzolo.
arrivo: Portegrandi, frazione di Quarto d’Altino (Venezia).
distanza: 68 chilometri.
profilo altimetrico: Percorso....pianeggiante.
condizioni del percorso: Pista ciclo-pedonale, con tratti campestri sterrati.
segnaletica: Pannelli indicatori del Parco naturale del fiume Sile.
paesaggio: Pianura veneta e ambiente fluvio-lagunare
il momento migliore: Tutto l’anno.
sicurezza: Pista separata, protetta lungo i percorsi d’argine.

Itinerario
restereLa Greenway del Sile è certamente il percorso ciclabile più interessante inserito nella rete di 125 chilometri denominato dall’Ente Parco il “GiraSile”.

E’ un percorso verde e azzurro con le sorgenti nascoste fra le erbe dei “fontanassi” di Castelfranco Veneto, fino a Portegrandi, in faccia alla Laguna.

E’ estremamente fascinoso imbattersi in personaggi carichi di anni e di storia con il fascino del fiume: pescatori, contadini, mugnai, raccoglitori di canne. La greenway percorre strade campestri e le sponde delle “restere” (foto), vecchi percorsi dove i buoi trainavano i barconi controcorrente.

Ad un certo punto , fra due filari di alberi, qua e là si vedono brulicare polle di acqua non stagnante, i “fontanazzi”, sono queste le sorgenti del Sile.

piazza-badoereTutte insieme unendosi fanno diventare il rigagnolo sempre più “adulto”. Lo si segue tra filari di pioppi, scampoli di prati irrigui delimitati dalle “prese”, una sorta di quinte arboree.

Con impressa nella mente la magia di queste “polle”, si procede fino ad incontrare la strada provinciale Istrana-Noale dove piegando a destra si entra a Badoere (foto) con l’ariosità della sua piazza con bianchi porticati dove affacciano le botteghe artigiane. Proseguendo verso Quinto di Treviso si vedono quasi concatenati i piccoli abitati di Morgano, Caberlotto, Sega, Santa Cristina nella quale chiesa non può sfuggire all’attenzione una pala d’altare del grande Lorenzo Lotto.

mulino-sileIn questo tratto si incontrano anche i mulini del Sile, ora diventati rifugi della fauna acquatica essendo in prossimità dell’oasi di Cervara e del lago di Quinto.

La garzetta, l’airone cenerino, il tuffetto, la nitticora, gruppi di germani, gallinelle d’acqua, gabbiani, senza dimenticare la ballerina gialla che qui nidifica nei folti canneti.

Sembra incredibile che dalle “polle” incontrate in precedenza si formi questo fiume che da solo alimenta parte della città di Treviso.

ponte-dante-trevisoLa riviera Garibaldi ed il ponte Dante (foto) con la celeberrima hosteria sono i luoghi dove si apprezza la civiltà veneta del ’700 di questa città.

Avendo però il mare come obiettivo, non resta che seguire l’argine e, pedalando a ridosso del fiume contornato da schiere di pescatori e rami penduli di salici, dopo i mulini Mandelli, testimonianza di archeologia industriale, ci si avvicina al Cimitero dei “burci”, malinconico ultimo riposo di grossi barconi semiaffondati.

Le cave rinaturalizzate che si aprono vicino all’alveo fanno sì che il percorso a volte sembri sospeso sull’acqua. Ora la greenway porta al cospetto delle più nobili ville settecentesche della Marca trevigiana. Dopo Quarto d’Altino (foto), stando sull’argine destro del Sile, barche e battelli di ogni dimensione segnalano che il mare ormai è vicino, l’orizzonte è più luminoso, larghi tramagli stesi sull’acqua ed infinite prospettive delle tenute di bonifica annunciano la laguna. Portegrandi con il suo manufatto idraulico risalente al ’600 è il punto di arrivo; qui la bicicletta andrebbe sostituita con la barca, ma al ciclista, molto geloso del suo mezzo, non resta che ripercorrere con la mente o con il corpo il tragitto di ritorno.

quarto_daltino

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