
partenza: Santo Stefano Belbo.
arrivo: Saliceto.
distanza: 58 chilometri.
profilo altimetrico: Piuttosto....mosso con molti saliscendi e salite ripide per raggiungere i crinali.
condizioni del percorso: Si alternano stradine localmente asfaltate, sterrate, inghiaiate e sentieri.
segnaletica: Segnalato con tabelle che riportano il logo “GIL”.
paesaggio: Tipico paesaggio collinare con boschi e valli.
il momento migliore: Tutto l’anno, escluso i periodi piovosi e nevosi.
sicurezza: Le strade sono fruibili anche da mezzi motorizzati con traffico molto scarso; viabilità ordinaria per l’attraversamento dei paesi.
Itinerario
Si parte da Santo Stefano Belbo, paese che ha dato i natali a Cesare Pavese (qui si trova la casa natale), luoghi mitici, legati ai romanzi LA LUNA E I FALO’, IL SALTO, GAMINELLA..
Proseguendo oltre i ruderi della torre in cima alla collina, si trovano luoghi legati alle vicende della lotta di liberazione, nonché un percorso voluto dalle associazioni partigiane denominato “Fischia il vento”.
Sul crinale tra Bormida e Belbo, procedendo in senso inverso si incontra l’oasi privata “Forteto della Luja” con i suoi vini passiti prodotti con queste vigne. Campi coltivati e boschi accompagnano al centro abitato di Castino per scendere a Cortemilia (foto d’apertura), capitale della nocciola, situata alla confluenza della Bormida con l’Uzzone che mostra gli imponenti ruderi del castello, la splendida pieve romanica e un Ecomuseo dedicato alla vite ed ai terrazzamenti, frutto del secolare lavoro della laboriosa gente di questa terra.
Ora una dura salita conduce a Bergolo (foto) “paese di pietra”: riecco i crinali, da dove in primavera si può ammirare l’esuberanza delle orchidee selvatiche, vanto di Langa, paese situato ad oltre 600 metri di quota, piccolo ma estremamente vivace, con i suoi murales, autentiche opere d’arte.
La romantica chiesetta di S. Sebastiano domina civettuola il paese sprigionado su queste colline un forte fascino. Scendendo verso l’Uzzone ci si imbatte in uno dei seccatoi per castagne dalla inusuale forma circolare (singolarità architettonica quasi unica ancora da studiare) e si sfiora Levice, con la quattrocentesca cappella di S. Rocco dall’abside affrescata. Tra boschi e pascoli si giunge a Prunetto con il castello dei marchesi Scarampi, risalente al XII secolo.
Più avanti il piccolo paese di Gottasecca (foto), con la piazza Sferisterio, luogo dove si praticava il divertimento più popolare di queste zone, il pallone elastico, che qui tanto entusiasmo ha saputo sollevare con i suoi 15 titoli tricolori vinti. Dopo il santuario della Madonna Assunta, inizia uno dei tratti più suggestivi e solitari del percorso; oltrepassata la cascina Baracccone si imbocca la discesa che riporta a fondovalle per giungere a Saliceto, ultimo paese prima della Liguria e di Cengio.
Il bel centro storico da visitare conclude il viaggio.
Un percorso così congegnato, necessita di essere percorso in mountain-bike, visto la conformazione, si suggerisce – per il ”ciclista della domenica” – di percorrerlo in senso contrario, da Saliceto a Santo Stefano per trovare salite su asfalto e discese su sterrato.


