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Biciclettando week-end: CicloTurismo in Valchiavenna, dalla pianura sguardi agli scorci alpini #18

monte-legnonepartenza: Verceia.
arrivo: Villa di Chiavenna.
distanza: 33 chilometri.
profilo altimetrico: Pianeggiante fino a Prata Camportaccio, poi....salita sempre più acclive fino a Villa di Chiavenna.
condizioni del percorso: In gran parte su asfalto con alcuni tratti su strade sterrate e carrarecce.
segnaletica: Ciclovia 6 della Valchiavenna
paesaggio: Valli alpine con vedute sulle catene montuose.
il momento migliore: Dalla primavera all’autunno.
sicurezza: Quasi del tutto su sede propria, promiscui nei centri abitati.

Itinerario
stazione-verceiaValorizzato da una segnaletica innovativa del Touring Club Italiano, l’itinerario inizia dalla stazione ferroviaria di Verceia (foto), piccolo borgo affacciato sul lago di Mezzola.

Questo, alimentato dal fiume Mera, è ciò che resta della cuspide del lago di Como, interrata dai depositi alluvionali portati dal corso d’acqua.

Con una stupenda vista retrospettiva sul monte Legnone (foto d’apertura), costeggiando la riva si arriva a Novate Mezzola, allo sbocco della solitaria valle di Codera, si attraversa la frazione Giumello seguendo per un lungo tratto l’argine del Mera, pedalando tra campi coltivati, insediamenti agricoli e borgate del comune di Samolaco ci si inoltra nella piana di Chiavenna dove in lontananza si innalza su uno sperone roccioso la torre di Signame (X-XI sec, foto).

torre-signameLa ciclabile porta ad attraversare la statale 36 per proseguire tra boschi e prati delimitati da muretti a secco e passare in fianco ad un gruppo di vecchie case, tappa obbligatoria per il ciclista assetato (graziosissima la fontana in pietra), e per quello in cerca di immagini da immortalare (bellissime le finestre finemente decorate di una di queste).

Superato il torrente Schiesone si arriva a Prata Camportaccio e attraverso una strada acciotolata si entra a Chiavenna, dalle case colorate (alla quale è stato assegnato il marchio di qualità “Bandiere arancioni”), dove sullo sfondo si notano le cime sovrastanti la val San Giacomo e la Bregaglia.

chiavennaChiavenna (foto) è lo snodo e la chiave tra le valli alpine, luogo di incontro per lo scambio di merci, di idee, luogo di culture e fedi differenti, conosciuta in Europa per il commercio tessile e della pietra ollare.

Passando sotto l’ombra dei platani di Pratogiano, ecco comparire i “crotti” (tipiche istituzioni conviviali chiavennasche, un tempo pertugi perfetti per conservare a lungo le vivande), l’attigua collegiata di S. Lorenzo ospitante il Museo del Tesoro, il battistero romanico con il fonte battesimale del 1156 (scavato in un monolito di pietra ollare), per raggiungere in breve Piazza Castello con lo scenografico palazzo Balbiani (foto) che ha alle sue spalle il Parco botanico-archeologico del paradiso.

palazzo-balbianiL’itinerario ciclabile si sovrappone a quello storico di valle in via Poiatengo; strada stretta, delimitata da vecchi muri di impianti produttivi che sfruttavano la forza idrica del Mera. Qui inerpicandosi su suggestive passerelle costruite su vecchie frane si raggiungono i pannelli della Riserva naturale delle Marmitte dei Giganti, costituita per la tutela delle peculiari erosioni glaciali, testimonianze storiche di interesse rilevante. Si raggiunge ora la borgata di Prosto, famosa per i suoi gustosissimi biscottini dagli ingredienti e dai dosaggi gelosamente segreti.

palazzo-vertemati-franchiAttraversato il Mera, è d’obbligo una deviazione fino al cospetto del palazzo Vertemati-Franchi (foto, esempio raro di nobiliare dimora alpina), per poi seguire parallelamente la statale 37 in val Bregaglia, caratterizzata da vigneti e castagneti, da villaggi incastonati nel verde dei boschi, da cascate , da convalli con vertiginose pareti di granito.

A Borgonuovo di Piuro, l’ex chiesa si S. Abbondio ospita il Museo archeologico che rimanda  alla vicenda di un nobile borgo tragicamente distrutto da una frana nel 1618.

Poco distante le scenografiche cascate dell’Acquafraggia (ricordate da Leonardo nel Codice Atlantico), la chiesa romanica di S. Martino di Aurogo, la più antica della zona (XI sec.) e nella piccola frazione di Santa Croce, al di là del Mera, un antico torchio consortile merita una visita.

Ora la ciclabile si inerpica sul fianco della montagna in quello che è sicuramente in tratto più impegnativo del percorso, si attraversano centenari castagneti che consentono però viste sulla valle e sulle pareti del Pizzo Badile, del Cengalo, dello Sciora. A Villa Chiavenna , ultimo paese della bregaglia italiana, il fiume si allarga in un bacino artificiale; qui la ciclabile costeggia la diga offrendo due opportunità, con una piccola deviazione si può “ritornare a bomba” oppure proseguire sulla ciclabile svizzera con meta l’Engadina.

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