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Nibali, INTERVISTA ESCLUSIVA: “Moser il modello, che duelli con Visconti! E le voci sulla bicicletta al doping di Cancellara..”

L’ultimo Giro d’Italia ha consacrato uno dei giovani più talentuosi degli ultimi anni, Vincenzo Nibali.

Con il terzo posto nella classifica finale, i tre giorni in maglia rosa e la vittoria della tappa di Asolo, il siciliano ha fatto il salto di qualità che tutti aspettavano.

Ma ottenere questi risultati non è stato affatto facile per lo squalo: ha dovuto fare molti sacrifici, come andare via di casa a 17 anni.nibali_maglia_rosa_ap

Per questo Nibali ha deciso di racontare in esclusiva per www.ciclo-news.com il lungo percorso che lo ha portato a vestire la maglia rosa, dalla prima bicicletta alle medaglie di bronzo ai Mondiali di Zolder e Verona,

dalla prima corsa tra i professionisti alla grande accoglienza ricevuta all’Arena di Verona domenica scorsa.

Vincenzo, cominciamo dall’inizio, come hai scoperto la bicicletta....?

Ho iniziato a pedalare a nove anni. A quei tempi però non correvo e mi limitavo ad uscire in allenamento con mio papà Salvatore. E’ lui che mi ha trasmesso la passione per questo sport.

Ma ricordo anche la prima bicicletta, perchè praticamente me la sono costruita da solo. Comprai una vecchia bici d’acciaio e impiegai una settimana per “scartavetrarla” e ripurirla tutta. Una volta a posto mio padre me la riverniciò di un bel rosso scuro, simile a quello delle Colnago degli anni ’80. Non era un granchè ma a quei tempi mi sembrava una fuoriserie…

E la prima corsa?

La prima corsa l’ho fatta a Barcellona Pozzo di Gotto. Avevo 12 anni e gli altri mi sembravano tutti più grandi di me, tanto che mio padre scherzando mi diceva che avrei preso una bella batosta. Invece alla fine arrivari secondo, ma fui battuto in volata solo per inesperienza: presi l’ultima curva in seconda posizione e poi non ce la feci a rimontare.

E la prima vittoria?

La prima vittoria la ottenni a Solarino, la capitale del ciclismo siciliano. Eravamo in fuga in tre, ma nel finale in salita riuscii a staccare tutti e ad arrivare da solo. Una sensazione fantastica.

Come hai detto tu, la passione di tuo papà per questo sport ti ha influenzato molto; ricordi un’episodio particolare?

Ricordo soprattutto una cassettta che riassumeva la carriera di Moser: c’era il Giro dell’84, il record dell’Ora, la Roubaix, il Mondiale. Praticamente mio papà prendeva queste cassette dalla videoteca di mia madre ma a casa vedevamo di tutto, anche Saronni, Gimondi e Merckx. E poi aveva anche l’abitudine di registrare le gare. Naturalmente le vedevamo in diretta, ma poi capitava di rimetterle su per commentarle. Ad esempio ricordo le Roubaix di Ballerini e di Tafi, mio papà mi diceva “Hai visto come ha vinto? Dove ha attaccato?”. Il ciclismo mi sembrava una favola.nibali

Che difficoltà incontra un ragazzo siciliano che si innamora della bicicletta?

In Sicilia il ciclismo c’è, il problema è che le corse sono sempre lontane e bisogna fare sempre quei duecento chilometri. Si corre soprattutto verso Catania, Siracusa, Palermo, in provincia di Messina ce ne sono poche di gare.

Proprio per questo al secondo anno tra gli Allievi hai deciso di trasferirti in Toscana, a Mastromarco; come è stato lasciare casa così giovane?

E’ stato un cambiamento molto grosso ed è logico che la distanza da casa l’ho sentita, ma sono sempre stato tranquillo perchè è una scelta che ho fatto io e perchè non sono mai stato un “ammammato”, come si dice da noi.

Ho concluso la scuola a Empoli prendendo il diploma di ragioniere e poi ho provato anche con l’Università di Giurisprudenza, ma la voglia di studiare era finita…

Con che frequenza vedevi la tua famiglia?

La mia famiglia la vedevo solo qualche volta durante l’anno. Io tornavo in Sicilia sotto le feste di Natale e qualche volta quando c’era l’occupazione a scuola. Quando potevano erano i miei genitori a venirmi a trovare, ma mia mamma Giovanna ha un negozio di dvd e videocassette e non può lasciare il lavoro troppo spesso, così come mia sorella Carmen, che gestisce un laboratorio fotografico.

Dopo diversi successi da Juniores e la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo a cronometro di Zolder arriva il passaggio tra i dilettanti, dove nasce la rivalità con Giovanni Visconti

Da dilettante sono stato fortunato. Nel 2004 fecero una marea di controlli e praticamente fermarono due intere squadre, la Cotto Ref e la Grassi. Questo permise a me e a Visconti, che andavamo forte da febbraio ad ottobre, di vincere un bel pò di corse. Ci sembrava di giocare, si andava tutti ad armi pari. Un corridore vero va forte sempre, non per un mese e poi basta.vincenzo-nibali

Nel 2004 sei stato anche grande protagonista ai Mondiali Under 23 di Verona, con il quinto posto nella prova in linea e la medaglia di bronzo nella prova a cronometro. Questi piazzamenti sono valsi la chiamata di Ferretti ed il passaggio tra i professionisti con la Fassa Bortolo. Come è stata la prima corsa tra i pro’?

La prima corsa da pro’ l’ho fatta a Laigueglia. Ho vissuto una situazione particolare perchè i corridori li conoscevo di vista, ma non avevo confidenza con nessuno, tranne che con quelli con cui avevo già corso da dilettante. Più che emozionato direi che ero spaesato. Comunque subito dopo la partenza è passato tutto e la corsa è andata bene, a parte una caduta in discesa per provare a seguire Celestino.

Da quel giorno sono passati cinque anni, nei quali hai migliorato costantemente il tuo rendimento (nel 2006 la prima vittoria alla Coppi e Bartali, nel 2007 il Giro della Toscana, nel 2008 il Giro del Trentino e l’undicesimo posto al Giro d’Italia, nel 2009 il settimo posto al Tour de France ,ndr) fino al Giro di quest’anno concluso al terzo posto. Che emozioni hai provato ad arrivare sul podio del Giro?

E’ sicuramente una grande soddisfazione e arrivare sul podio di Verona dove c’era tanta gente è veramente qualcosa di fantastico, un ricordo che non potrò mai cancellare.

E pensare che non lo avevi nemmeno preparato… Ora tutti i tifosi si chiedono cosa combinerai la prossima stagione quando lo preparerai…

Beh, non era un’obbiettivo stabilito ad inizio stagione però stavo bene perchè avevo preparato le classiche di Aprile e quindi avevo una buona condizione che mi ha permesso di fare un’ottimo Giro.

Adesso che programmi hai? Il campionato italiano?

Non lo so, devo parlarne con la squadra, analizzare insieme le corse che ci sono e decidere quali fare tra il campionato italiano, il Tour e la Vuelta.

Ritorniamo al Giro d’Italia. Quest’anno hai corso in maniera perfetta e hai avuto una grande intesa con Basso. Sei sicuro che l’anno prossimo non ci sia il rischio che vi ostacoliate a vicenda, visto che vi presenterete entrambi al via per vincerlo?

Per il prossimo anno è ancora troppo presto per vedere come sarà. Vedremo.

Quando siete passati professionisti si parlava molto bene di te, Visconti e Riccò. Tu sei quello dei tre che ha impiegato più tempo per ottenere risultati importanti, ma adesso sembra che tu sia il più forte. Cosa ne pensi?

Non posso parlare per gli altri ragazzi, ma io ho sempre avuto una squadra al mio fianco che mi ha lasciato crescere e mi ha gestito veramente bene. I risultati che ho ottenuto sono anche merito della Liquigas.

Cambiamo argomento. Negli ultimi giorni si è parlato molto delle “biciclette dopate” e ci sono stati vari sospetti sulle prestazioni di Fabian Cancellara all’ultima Parigi-Roubaix e all’ultimo Giro dell Fiandre. Che cosa ne pensi?immagine-284

Potrebbero essere anche solo delle voci… E’ ancora una notizia non verificata.

E se fosse vero?

Sicuramente non sta a me prendere provvedimenti…

Però tu cosa ne pensi?

Io conosco Cancellara e le sue qualità.

Chi vince il Tour?

E’ molto difficile dirlo,anche se Contador è il favorito.

E Basso?

Lo vedremo protagonista sicuramente.

E ora parliamo un pò del Nibali uomo e non dell’atleta. Qual’è il tuo piatto preferito?

A casa le lasagne che cucina mia mamma, al ristorante la pizza.

E con le cassate siciliane come la mettiamo?

Eh, quelle fanno ingrassare. Però ogni tanto un cannolo o una granita ci scappa.

Che film vedi?

Tutti quelli che voglio perchè mia mamma ha un negozio di videocassette!

Che cosa leggi?

Di solito non leggo molto, ma se trovo qualche libro che mi piace lo finisco subito.

Che musica ascolti?

Ascolto di tutto, dalle hit alla musica più rilassante, nel computer ho canzoni varie perchè secondo me la musica segue gli stati d’animo.

La squadra del cuore?

Il calcio lo seguo poco, comunque tifo Milan.

Perchè corri?

Per un calciatore la cosa più bella è fare gol, per un corridori alzare le mani sul traguardo è esaltante.

Ultima domanda: cosa diresti ad un ragazzo per convincerlo a seguire il ciclismo?

Gli direi che è lo sport più faticoso e sincero che ci sia. Richede impegno e serietà, non inventi nulla.

Al termine dell’intervista Vincenzo Nibali ha voluto salutare tutti i lettori di www-ciclo-news.com, ecco il video:

veni, vidi.. condividi?

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