giro del qatar 2012 LIVE
giovedì febbraio 9th 2012
Iscritto su Social Sport.net – aggregatore di sport sportmondo.it

ricorda:

x approfondire

    None Found

simplycemente

CICLONEtwork

Giro d’Italia 2010: Gilberto Simoni, l’addio e l’abbraccio dell’Arena (VIDEO e PHOTOGALLERY)

simoni-arenaTra le innumerevoli storie custodite nella struttura in vetro e cemento del Museo del Ciclismo del Ghisallo, costruito proprio accanto all’omonima cappella dedicata alla Madonna e consacrata alle due ruote dalla devozione dei ciclisti brianzoli (e non solo..), ce n’è una che ci è rimasta nel cuore.

Racconta di un Giro d’Italia d’altri tempi, parliamo dei primi del Novecento, in cui un partecipante di cui – mea culpa – non ricordo il nome (se lo sapete aiutatemi, scrivendolo nel form dei commenti a piè di pagina) volle portare a termine la propria fatica, quindi tagliare il traguardo finale, ad ogni costo.

Vi riuscì, benché tutti ormai ne avessero perso le tracce, con diverse ore di ritardo rispetto al programma. Ad aggiungere poesia ad una storia, questa, che stringe il cuore di tutti coloro i quali sanno cosa vuol dire fare fatica, c’è un particolare assolutamente non trascurabile: sulla linea d’arrivo, infatti, quella volta rimase....una donna, progenitrice di tutti quei tifosi che celebrano il passaggio  dell’intera Carovana fino all’ultimo corridore, applaudendo con lo stesso entusiasmo la fatica di ciascuno; era la moglie del “nostro”, che attese lì per ore (non c’era il telefonino, per avvertire “sono in ritardo”) con il vestito delle grandi occasioni e un mazzo di fiori in mano.

E’ lecito, nell’era degli integratori e delle biciclette motorizzate, attendersi che la poesia del ciclismo possa tornare ad esprimersi anche oggi? Le immagini del tributo a Gilberto Simoni dimostrano di sì.

simoni-verona

Domenica 30 maggio: tutta l’Arena di Verona, boccheggiante per il primo caldo, si alza in piedi all’unisono e comincia ad applauride quando la speaker annuncia l’ingresso dell’atleta di Palù di Giovo, al suo ultimo Giro d’Italia nonché  al suo ultimo giorno con un dorsale sulla schiena.

Gilberto Simoni, scalatore indomito, scivola leggero sulla passerella che conduce al palco indossando una tuta che richiama l’abito “civile” delle grandi occasioni, corredata da cravattino (naturalmente rosa..). Lui, signore del ciclismo; lui che ancora crede nel valore del rispetto dell’avversario (e per questo si aspettava di venir onorato con un passaggio in testa all’ultima Cima Coppi della carriera, mentre il giovane e irriguardoso Tschopp gli è scattato in faccia agli ultimi 50 metri), riceve il simbolico abbraccio di tutto quel popolo che si è entusiasmato per le sue imprese, le sue vittore, i suoi modi di fare schietti.

Non c’è più, in questo sport divenuto ormai da ragionieri (dopo l’exploit della “preparazione scientifica” valsa

7 Tour de France consecutivi a Lance Armstrong), un altro signore come lui. Che dalla domenica dell’Arena, però, per il suo modo di essere e di intendere il ciclismo si è ritagliato un posto d’onore, con la sua storia, nel freddo del vetro e del cemento di quel Museo.

veni, vidi.. condividi?