Vederci chiaro.
Lo vogliono gli appassionati, lo vuole – ora – anche la magistratura italiana;
a non volerlo, dunque, sembra siano rimasti solo i “parrucconi” dell’Unione Ciclistica Internazionale, tuttora silenti.
Vederci chiaro. E’ quanto desiderano i NAS e il PM di Torino, Raffaele Guariniello (già noto alle cronache per aver intrapreso un’azione giudiziaria contro il doping nel calcio: una bolla di sapone), il quale ha convocato in procura per un interrogatorio il commentatore tecnico RAI, Davide Cassani, in merito alla vicenda, diffusa da ciclo-news.com, del doping tecnologico e delle biciclette motorizzate che avrebbero permesso a Fabian Cancellara di....vincere in scioltezza Parigi-Roubaix 2010 e Giro delle Fiandre 2010.
In un video, Cassani ha sostenuto di essere venuto a conoscenza della pratica dell’utilizzo di biciclette “truccate” da una “gola profonda” interna al gruppo;
Guariniello vuole scoprire il nome di queso ciclista per interrogarlo, e stabilire se ci sia stato in effetti un illecito sportivo. Il caso assume rilevanza penale perché a ogni corsa è legato anche un giro di scommesse, che però sarebbero state falsate dall’ausilio di uno strumento proibito.
Le voci su queste bici crescono di giorno in giorno dopo il “caso Cancellara”.
LA REPLICA DEL TEAM SAXO-BANK: LEGGI
Recentemente un noto fabbricante di abbigliamento ciclistico ha raccontato di aver saputo da testimoni oculari di strane manovre all’arrivo di Cancellara presso il pullman della squadra, una volta tagliato il traguardo del Giro delle Fiandre, vinto alla grande con uno scatto tanto imperioso quanto straordinario sulle aspre pendenze del “Kappelmuur”, il mitico “muro” di Grammont dove l’elvetico ha irrimediabilmente staccato il belga Tom Boonen.
Appena arrivato, qualcuno dal pullman della squadra avrebbe sollecitato la consegna della bici: “Presto la bici, presto”. La bici cavalcata fino a quel momento dallo svizzero sarebbe sparita e contemporaneamente dal pullman ne sarebbe stata tirata fuori un’altra identica e lasciata – come sempre succede – alla visione del pubblico.
Un’operazione che nella sua prima parte (mettere in salvo la bici) potrebbe essere giustificata dal pericolo che nella confusione del dopo corsa la preziosa bici dell’elvetico venisse rubata, circostanza non infrequente nelle corse. Ma che non spiega la successiva “messa a disposizione” di un’altra bici identica. Perché questo cambio?


due cose.
la prima, ovvio, detta fuori dai denti: il “giochino” funziona con le mezze seghe (alla cassani).
la seconda: le bici. mica un ago in un pagliaio.
ricordo che agli allievi si controllava il rapporto, non più duro del 52/16.
ci vuole poco a controllare-vivisezionare una bici, se proprio esiste il minimo dubbio?
terzo. mezze seghe, zitte.