Volo!
Una lunga planata iniziale, le turbolenze che cominciano al km 100.
Infine l’atterraggio, con picchiata su Wetzikon, dopo la probabile bagarre che si scatenerà al GPM di terza categoria – con annesso falsopiano a seguire – distante solo 13km dalla linea d’arrivo.
Niente di particolarmente impegnativo, insomma, ma la maglia gialla di Robert Gesink è comunque in pericolo: ci fosse in gruppo (e supponiamo esista e sia incarnato da Frank Schleck) un corridore che dispone di una squadra in grado di fare dura la corsa, il team Rabobank del capolista potrebbe anche squagliarsi e lasciare solo il proprio uomo di riferimento, che a quel punto sarebbe costretto a darsi da fare in prima persona.
13.25: sotto un cielo tutt’altro che incoraggiante è scattata la frazione numero 7 del Giro di Svizzera 2010. In programma c’è una frazione di 204km, e a guardare il meteo ce n’è di che farsi scappare la voglia..
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13.53: il primo aggiornamento dalla corsa è per segnalare una caduta nella pancia del gruppo dopo soli 9km; molti i corridori rimasti a terra, ma sembra che le conseguenze peggiori siano per l’italiano Marco Marcato.
13.58: tensione in gruppo: nessuno vuole lasciar andare la fuga, ma gli attacchi si susseguono. Anche la pioggia certo non agevola l’andatura..
14.08: dopo la caduta segnalata in precedenza, il gruppo si ricompatta definitivamente
14.24: tentativo di attacco di Aliaksander Kuschynski e Sylvain Chavanel: riassorbito. Thomas Lövkvist, decimo in classifica generale con 1’38″ di ritardo da Gesink, incappa in un guaio meccanico ed è costretto a fermarsi per sistemare la bicicletta. Ci prova ora Manuel Quinziato, che si avvantaggia di una decina di secondi e spera di trovare compagnia quanto prima..
14.33: Quinziato viene riacciuffato dal gruppo in vista del primo sprint intermedio di giornata, dove i passaggi sono: 1. Jonas Ljungblad (Omega Pharma – Lotto), 2. Jeremy Hunt (Cervelo Team Test), 3. Marcus Burghardt (BMC Racing Team)
14.47: altra caduta: a terra finisce Leif Hoste, che già era rimasto coinvolto nel primo stop del gruppo.
15.00: al km 59, sedici corridori trovano l’attacco “buono”; sono: Luis León, Freire, Sesma, Flecha, Breschel, Kuschynski, Quinziato, Iglinskiy, Renshaw, Burghardt, Frank, Van Avermaet, Mollema, Van de Walle, Wilson e Golas. Il meglio piazzato in classifica generale è Flecha, che comunque ha 8’24″ di ritardo da Gesink ed ora gliene sta recuperando 4’55″
15.24: il gruppo capisce che l’attacco potrebbe rivelarsi pericoloso e comincia a limare: 3’45″
15.44: in seguito ad una caduta, l’uomo del team Lampre-Farnese, Matteo Bono, si ritira
16.02: azione spericolata di Mark Renshaw, che ai -100 abbandona la compagnia degli altri 15 fuggitivi e si lancia, solitario, all’attacco; già una ventina i secondi di vantaggio per lui, mentre il gruppo insegue a 3’30″
16.07: quando capisce di non poter andare da nessuna parte senza un aiuto, Renshaw rallenta l’andatura e si lascia riassorbire dal gruppetto di testa
16.19: disponibili i passaggi ufficiali al GPM: 1.Michal Golas, 2.Mathias Frank, 3.Matti Breschel, 4.Greg Van Avermaet, 5.Daniel Sesma
16.31: 80 all’arrivo, mentre il gruppo ha rallentato, seppur di poco, l’andatura, e ora viaggia con 4′ di ritardo, nel gruppo dei 16 davanti si avvantaggia una coppia composta da Aliaksandr Kuschynski e Mark Renshaw: per questi due, 20″ di vantaggio
16.38: anche questa volta l’azione di Renshaw, che pure aveva trovato compagnia, si risolve con un nulla di fatto: i sedici là davanti tornano tali, anche se è chiaro che a questo punto il loro accordo vacilla
16.47: nonostante l’accordo non sia eccezionale tra gli attaccanti, il vantaggio cala mentre la distanza dal traguardo diminuisce: a 70km dalla conclusione il divario è di 4’30″
16.58: sembra che il gruppo abbia mollato la presa: i 16 pedalano ora con 5’44″ di vantaggio, un margine rassicurante quando mancano “solo” 50km all’arrivo
17.03: Burghardt all’attacco. Ed è una buona azione, visto che nel breve volgere di pochi km ha guadagnato quasi un minuto sugli altri 15 compagni di fuga
17.21: Matthew Wilson esce dal gruppo dei più immediati inseguitori, ora distante 1’20″, e si porta sulle tracce di Marcus Burghardt
17.34: 30km alla conclusione: Burghardt conserva 1’17″ sui compagni d’avventura (anche se dire che questi siano un gruppetto è impreciso: ad ogni strappo, anche breve, si formano una serie di gruppetti più piccoli e ognuno cerca di salire del proprio passo) mentre il gruppo, ormai disinteressato, lascia fare a 6’39″. Intanto Luis León Sanchez prova a raggiungere il protagonista di questa fase di corsa
17.53: ai -15 sembra fatta per Burghard: Luis León Sanchez desiste dall’inseguimento solitario e si accoda ai quattro più immediati inseguitori, ma questi cinque hanno un ritardo di 1’20″ dal fuggitivo; il gruppo passeggia a 7’25″
18.15: Marcus Burghardt termina la discesa, temibile, che conduce al traguardo e si lancia verso un successo che ormai non può sfuggirgli, visto che è riuscito a mantenere 1′ di vantaggio sul quintetto che lo segue
18.21: ordine d’arrivo:
- Marcus Burghadrt (BMC) 4:52:02
- Oscar Freire (Rabobank) a 56
- Greg Van Avermaet (Omega) m.t.
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