I giovanissimi talenti di oggi potrebbero diventare i futuri campioni del domani (oppure le sue grandi delusioni, ma questa è un’altra storia).
Partendo dal dato di fatto secondo cui le squadre “piccole” non hanno ingenti risorse da investire, bensì devono attrezzarsi per crescere servendosi di quanto passa il convento (lo sponsor), le strategie possono essere soltanto due:
affidarsi all’esperienza di vecchie volpi, cercando – magari – di rilanciarle dopo qualche brutta sconfitta (gravi incidenti, squalifiche..), a rischio di scommettere su atleti “a fine corsa”; oppure puntare forte sulle nuove leve, chiaramente scegliendo quei ciclisti che....più hanno saputo mettersi in luce nelle categorie giovanili, spendendo poco e rivendendole – se si confermeranno – a molto.
Chiaro che attorno al nome del vincitore del GiroBio 2010, il Giro d’Italia dei Dilettanti, si scateni una feroce asta non appena la corsa finisce.
Quest’anno, poi, tutti parlano molto bene di questo Carlos Betancourt, colombiano, 20 anni.
Ha vinto due frazioni facendo il fenomeno, esibendo numeri che pochi altri hanno saputo eguagliare in tutta la settimana di corsa tanto da portare a casa anche la classifica generale, e per questo il team Acqua&Sapone gli ha offerto un contratto da professionista già a partire dal prossimo anno.
Betancourt porta in dote anche il titolo di vice-campione del mondo Under 23 vinto a Mendrisio 2009: naturale che molti occhi il prossimo anno saranno puntati su di lui.. l’augurio è che sappia fare anche meglio rispetto a Cayetano Sarmiento, che ha fatto lo stesso percorso (passaggio con Acqua&Sapone) con un anno d’anticipo.

