
partenza: San Cristoforo al Lago, a 13,5 chilometri da Trento.
arrivo: Bassano del Grappa.
distanza: 81 chilometri:
profilo altimetrico: In generale pianeggiante; brevissimi tratti di salita dopo Ospedaletto e prima di Valstagna.
condizioni del percorso: Pista ciclabile asfaltata con alcuni tratti promiscui specie nel tratto veneto.
segnaletica: Buona nel tratto trentino, migliorabile in quello veneto.
paesaggio: Valle dai larghi orizzonti, quasi un altopiano denso di frutteti, poi chiusa fra alti bastioni di roccia calcarea.
il momento migliore: Dalla primavera all’autunno; nelle ore più calde, alcuni tratti sono molto ombrosi ed umidi.
sicurezza: Molto buona nel tratto trentino, un po’ più d’attenzione nel resto del percorso.
Itinerario
Bellissimo questo percorso che prende il via a San Cristoforo al Lago, al vertice del lago di Caldonazzo, che....marcia lungo la sponda di questo bacino votato agli sport nautici contornato da alberghi ed attrezzature che però non offuscano la bellezza di severi centri storici.
I primi incontri al riguardo si fanno a Calceranica al Lago, con la chiesa di S. Ermete, la più antica di questo territorio ed a Caldonazzo con la corte Trapp, residenza castellana degli antichi feudatari originari della Stiria.
La valle è cinta da montagne che però non ostacolano la luce necessaria ai frutteti ed alle vigne che da Caldonazzo a Borgo Valsugana ornano questo territorio bagnato dal Brenta che dopo un lungo percorso (175 chilometri) sfocia nell’Adriatico presso Chioggia.
Questa zona è un punto molto frequentato da grossi gruppi di ciclisti che specie la domenica animano i “bicigrill” di Novaledo e Tezze.
Esistono però percorsi più esclusivi per sportivi in cerca di percorsi più impegnativi per mountain-bike per “aggredire” queste montagne e mettere alla prova le proprie capacità.
Quello attorno al colle di Tenna ed al lago di Levico per esempio è tra i più invitanti per la varietà dei suoi panorami, l’altro, da Novaledo sale a raggiungere e a discendere la val di Sella mettendo capo a Borgo Valsugana.
In questo tratto, di tanto in tanto spuntano ruderi di torri e fortezze a dimostrazione che la valle era luogo di transiti che era bene vigilare attentamente.
Giunti a Marter è bene fermarsi a visitare la Casa degli spaventapasseri, sicuramente uno dei musei più bizzarri ed allettanti che ospita ” veri spaventapasseri” e fotografie sul tema, opere molto apprezzate del fotografo Flavio Faganello.
Si prosegue ora lungo un rettifilo alberato per focalizzare la mole di castel Telvana ed immettersi a Borgo Valsugana, dove la domenica si osserva il brulicare di bancarelle del mercato e vi si offre la possibilità di gustarsi un piatto di carne contornato dall’immancabile polenta (specialità della valle).
Meriterebbe una sosta più lunga ma il percorso ha ancora molto da offrire;
infatti dopo Grigno e Tezze la valle muta il suo aspetto diventando ombrosa, umida e incassata, il punto giusto per osservare angoli di natura incorrotti come il biotopo Fontanazzo residuo di bosco fluviale.
Il percorso alterna tratti su pista protetta ad altri su percorso promiscuo (con qualche trattore a percorrerlo), la roccia spicca sui fianchi abrupti, trafitti dalle storiche calà, mulattiere di pietra che con interminabili rampe raggiungono l’altopiano di Asiago.
Ora si “respira aria veneta” e la ciclabile qui viaggia su un tratto pensile ed uno scavato nella roccia; si nota subito che la cura riservata ai particolari registrata nel tratto trentino, qui è un po’ scemata, ma la cittadina di Valstagna con le sue case affacciate al Brenta ed il suo possente leone veneto è un gradevole intermezzo prima di di vedere le “montagne schiudersi” e mettere fine a questo affascinante percorso, giusto su quel “gran ponte di legno” famoso in tutto il Mondo appena fuori dalla porta di Bassano.


