
partenza: San Candido (1175m).
arrivo: Rio di Pusteria (777 m).
distanza: 61 chilometri.
profilo altimetrico: Lieve salita verso Dobbiaco, poi discesa lenta e regolare.
condizioni del percorso: Pista ciclabile in gran parte asfaltata con tratti in sterrato.
segnaletica: Completa e particolareggiata.
paesaggio: Ampia vallata alpina con estesi pascoli, boschi di larici e conifere.
il momento migliore: Dall’estate all’autunno inoltrato.
sicurezza: Tutto su sede propria tranne nell’attraversamento dei paesi.
Itinerario
La conca pusterese sembra fatta apposta per la bicicletta; la splendida pedalata parte a pochi passi dal muro di cinta della veneranda chiesa parrocchiale barocca di S. Michele, il più importante edificio sacro romanico delle Alpi orientali, per proseguire serpeggiando tra i pascoli sorvegliati dai profili frastagliati delle Dolomiti di Sesto.
Dopo 4 chilometri eccoci alla cima più alta del nostro percorso, la nostra “cima Coppi”; la sella di Dobbiaco (1245m), spartiacque tra i bacini fluviali della Drava e della Rienza.
Il percorso attraversa ora il piazzale della stazione per passare poi sotto la ferrovia e tuffarsi in un’abetaia, nella quale si nota il riaffacciarsi di nuovi prati quasi sempre “punteggiati” da placidi bovini al pascolo che fanno da contorno all’affacciarsi sullo sfondo del campanile a cipolla della chiesa di S. Stefano che precede l’abitato di Villabassa (foto) da dove tra saliscendi immersi in boschi e pascoli si raggiunge Monguelfo meritevole di una deviazione per ammirare la parrocchiale di S. Margherita dagli interni barocchi decorati da Paul Troger, con la preziosa edicola gotica del 1460 affrescata da Michael Pacher.
Ritornati sulla ciclabile ci attende ora uno dei tratti naturisticamente più appaganti del percorso, si raggiunge il paese di Valdaora pedalando nel bosco di abeti, pini e latifoglie costeggiando il lago artificiale per osservare le tre frazioni che compongono il paese fino all’apparire di una torre ed un campanile che annunciano che siamo a Brunico.
La torre è quella del Castello vescovile, fondato nel 1250 ed ora sede del museo dedicato ai popoli delle montagne, mentre il campanile fa da “sentinella” ai palazzi con le vie porticate fitte di negozi e meritevoli di una breve sosta.
Per non perdere di vista la ciclabile si consiglia di seguire la corrente del fiume.
Superata la zona industriale si arriva a San Lorenzo di Sebato (foto di chiusura) con la sua bella parrocchiale dal doppio campanile per poi proseguire “accompagnati” dalla ferrovia ammirando Castelbadia, castello monastero dell’XI sec. per puntare (sempre tra boschi e pascoli) a sfiorare Casteldarne e vedere scorrere dalla parte opposta della vallata i paesi di Chienes, San Sigismondo, Vandoies.
Passato questo ultimo, la strada ferrata si sposta oltre la statale lasciando solo la Rienza ad accompagnare l’appassionato ciclista che dopo una decina di chilometri attraversa il fiume stesso su di un ponticello, coperto, di legno e prosegue a fianco della rotabile per riemergere sul lato opposto dirigendosi verso Rio di Pusteria, paese preceduto dalle poderose rovine della sua chiusa, fortezza eretta nel XII sec. per sorvegliare l’imbocco della valle, valle che fa da “traguardo” al nostro percorso.


