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Doping, Holczer accusa Leipheimer: “Al Tour de France 2005 mi costrinse a lasciarlo a casa”

levi-leipheimerMONZA, 6 agosto – Amo il ciclismo. Proprio per questo non posso tacere una verità che nel gruppo (qui inteso, per estensione, atleti + dirigenti + giornalisti al seguito) tutti conoscono e nessuno rivela: il doping è pratica sempre e da sempre molto diffusa, tanto che le squadre ne sono a conoscenza ed è proprio per questo che non disdegnano i controlli interni: vogliono prevenire il rischio di scandali, non certo evitare che il malcostume venga praticato.

Quando i valori di un’atleta destano sospetti, la società gli propone un periodo di riposo (che spesso giustifica con qualche guaio fisico), aggiungendo magari il lasciapassare di una rescissione anticipata del contratto per non lasciare a piedi il ciclista l’anno successivo: noi ti evitiamo la brutta figura – è la sostanza -, ce la evitiamo parimenti e ti invitiamo a cambiare aria, dove le (eventuali) tue prossime positività non saranno affar nostro.

Ora potreste cominciare ad infamarmi, come fanno alcuni tra quelli che corrono e dicono che di ciclismo si parla solo quando c’è da spargere fango, oppure continuare a leggere, indignarvi e cominciare a lottare per uno sport dove i risultati siano davvero, finalmente, il frutto di sudore e sacrifici: del resto nel ciclismo queste cose già abbondano, chiediamo solo che si possano fare a 30 piuttosto che a 40 di media.

Tutto questo preambolo ci è servito per introdurre la notizia del giorno, una dichiarazione che per tornare in Italia (su queste pagine) ha dovuto prima rimbalzare Oltreoceano. Risale a mercoledì scorso, quando l’ex direttore sportivo del team Gerolsteiner, Hans-Michael Holczer, ha rivelato di aver escluso l’americano Levi Leipheimer dal roster del Tour de France 2005 a causa di valori ematici talmente vicini alla soglia di guardia da non poter non risultare quantomeno sospetti.

“Aveva 132,8 contro un limite di 133 imposto dall’UCI e parametri normali (quelli di un uomo comune, ndr) compresi tra 85 e 95: normale che abbia sospettato di lui e lo abbia escluso dalla lista dei partenti”. Anche perché, ha spiegato Holczer, “se Leipheimer, ai tempi uomo di punta del team, fosse stato scoperto, Gerolsteiner ci avrebbe tolto i soldi della sponsorizzazione”.

Vi ricordate com’è finita l’avventura del marchio con le bollicine (attivo nel commercio di acqua minerale), non più tardi di due stagioni or sono? Positività di Bernard Kohl al Tour de France 2008, chiusura della collaborazione e scoperta, “postuma”, di pratiche dopanti di squadra con il caso-Rebellin. Ma lo sport, non solo il ciclismo, dalla vicenda non impararono evidentemente niente.

veni, vidi.. condividi?

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