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Biciclettando week-end: la “Destra Po” (Emilia-Romagna, Ferrara) #25

castello-mesola

partenza: Stellata, piccolo paese nell’alto ferrarese.
arrivo: Gorino, ultimo centro abitato lungo il Po di Goro.
distanza: 125 chilometri.
profilo altimetrico: Percorso interamente pianeggiante.
condizioni del percorso: Stradine asfaltate sull’argine del Po; da Gorino al faro viottolo sabbioso.
segnaletica: Tabelle metalliche e frecce, nessun problema d’orientamento.
paesaggio: Tipicamente di pianura con costante presenza del fiume.
il momento migliore: Tutto l’anno.
sicurezza: Percorso totalmente separato dal traffico, consentito solo ai residenti ed ai mezzi agricoli.

Itinerario

rocca_stellataQuesta ciclabile è l’ideale per chi cerca una lunghezza del percorso importante ma che al tempo stesso prova della ritrosia per la “fatica estrema”.

Siamo supportati nella nostra scelta da una splendida pista che dai confini dell’Oltrepò mantovano, con l’incomparabile compagnia del “grande fiume” ci porta fino al mare.

Si parte da Stellata, un tempo famoso per la pesca dello storione, da dove non lontano dal paese si trova la singolare Rocca possente, baluardo dei possedimenti estensi, mentre sulla riva opposta svetta imperioso il campanile di Ficarolo.

ficaroloBen presto per aggirare il tratto terminale del fiume Panaro siamo costretti ad una breve ma necessaria deviazione per ritornare poi sulle rive del Po e superare il cavo Napoleonico (grande canale fornitore di acque irrigue per il Bolognese e la Romagna) e costeggiare il bosco di Porporana per vedere apparire all’orizzonte le ciminiere della zona industriale di Ferrara.

In breve si giunge a Pontelagoscuro, anticipato dalla conca del canale Boicelli che consente un collegamento navigabile con il Po di Volano e, costeggiata la macchia di vegetazione dell’isola Bianca con l’oasi di protezione faunistica, si lambiscono i piccoli nuclei abitati di Francolino, Sabbioni, Fossadalbero.

isola-biancaDopo alcuni chilometri senza golene, giungiamo in corrispondenza di Ro dove nell’oasi intitolata al mulino del Po, è possibile visitare la perfetta riproduzione di un mulino natante.

Procediamo poi sulla nostra mai monotona ciclabile ed ecco  apparirci la chiesa con la facciata settecentesca di Guarda Ferrarese rivolta al Po ed il paese di Barra.

roferrareseSiamo a 75 chilometri dalla partenza in prossimità di Serravalle detta “Porta del delta”, da qui si dirama il primo dei rami deltizi; il Po di Goro dove il fiume in questo momento procede molto più stretto del corso principale con assoluta assenza di grandi spiagge ed isole sabbiose.

Dopo i paesi gemelli di Ariano (nel Polesine e Ferrarese), procediamo costeggiando il canal Bianco e, preceduto dalla sagoma squadrata del castello Estense costruito nel ’500, incontriamo il paese di Mesola ai margini del suo Gran Bosco.

torreabateOra percorriamo l’ampia ansa che il Po di Goro compie ed entriamo nel territorio del Parco regionale del Delta del Po dove si affaccia la macchia scura del bosco di Santa Giustina, importante testimonianza dei boschi planiziari padani e, con una breve deviazione, eccoci alla torre dell’Abate che rappresenta il più importante manufatto idraulico di epoca estense.

L’abitato di Goro è adagiato fra l’argine e le acque aperte della sua sacca, ampia laguna disseminata di allevamenti di molluschi che hanno letteralmente cambiato la vita (un tempo molto modesta) dei suoi abitanti.

Canneti e vegetazione palustre a ricoprire l’ultima ansa del fiume ci conducono verso l’ultimo ponte di barche rimasto nel basso corso di questo “grande fiume” per farci giungere nella frazione di Gorino dove la nostra ciclabile finisce.

ponte-di-chiatteTanta però è la voglia di “vedere oltre” che vogliamo proseguire oltre il pittoresco porticciolo dove lungo un viottolo sabbioso ci inoltriamo nell’esile striscia di terra fra le acque dolci del fiume e quelle salmastre della sacca di Goro, sorvolate ed abitate da innumerevoli uccelli palustri.

Dopo l’edificio della vecchia Lanterna la pista si riduce ad un sentiero fra i canneti; in breve ci appare il faro e incominciamo a sentire il sommesso rombo della risacca, segno di un mare vicino ma irraggiungibile, in quanto presso il ponticello che conduce all’isola sabbiosa dello Scannone di Goro, il sentiero scompare e la terra si confonde con il mare ed il cielo.

Noi un po’ provati dalla distanza percorsa ma inebriati dalla veduta paratasi davanti ai nostri occhi ci sentiamo di affermare: CHE SPETTACOLO !!!!!!

faro_gorino

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