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venerdì maggio 18th 2012

Biciclettando week-end: Itinerario Ciclabile dell’Arno (Pisa, Toscana) #29

certosa-calci

partenza: Centro storico di Pisa.
arrivo: Centro storico di Pisa.
distanza: 35 chilometri.
profilo altimetrico: Percorso quasi interamente pianeggiante.
condizioni del percorso: Pista ciclabile su asfalto, poi sterrata fino a Caprona indi un breve tratto carrozzabile; infine viabilità secondaria fino alla Certosa.
segnaletica: Migliorabile.
paesaggio: Pianura agricola poi vista delle alture del monte Pisano.
il momento migliore: Tutto l’anno; particolarmente frequentata nei giorni festivi.
sicurezza: In buona parte su sede propria, promiscua all’uscita di Pisa e Caprona, cautela nel superare l’incrocio di Caprona.

itinerario:

pisa-campo-miracoliPisa è la città ciclabile per eccellenza; studenti, stranieri, massaie, uomini di mezza età sfrecciano a volte anche senza il necessario riguardo per le vie che collegano il Campo dei Miracoli con il lungarno.

Noi partiamo proprio dalla riva destra dell’Arno diretti verso le pendici del monte Pisano e, dopo il lungarno Pacinotti, Mediceo e Buozzi, superato il palazzo dei Congressi, entriamo nella tranquilla ciclabile del viale delle Piagge che conduce fino alla chiesa di S. Michele degli Scalzi caratterizzata anch’essa da una torre leggermente pendente.

san-michele-degli-scalziOltrepassato  un bar-ristorante la “nostra” diventa sterrata e corre sul colmo dell’argine passando sotto un ponte ed assecondando il meandro del fiume disegna un’ampia curva verso nord.

Superiamo l’abitato di Ghezzano in un ambiente di campi coltivati, piegando gradualmente verso sud dove seguendo la pista stretta e sterrata dell’argine compiamo una curva di 180° per ridirigerci verso nord in direzione delle alture del monte Pisano.

In corrispondenza di alcune case “dipinte” proprio sull’alzaia, seguiamo un pezzo di strada asfaltata che muove in direzione di Caprona dove però, prima di raggiungere il paese, non possiamo non deviare verso la pieve romanica di S. Giulia, con la sua sobria facciata percorsa da archetti che poggiano su mensole decorate da volti umani.

pieve-santa-giuliaUn breve tratto su questa strada secondaria ed eccoci al bivio di Caprona, da superare con attenzione e dirigerci in direzione della Certosa che precede di qualche chilometro l’abitato di Calci, da dove in alto sulla destra spicca la sagoma di una torre miracolosamente “scampata” alla devastazione degli scavi di una cava attigua.

Poche decine di metri oltre un incrocio, aiutati da un ponticello posto sulla destra, raggiungiamo una stradina che costeggia un fosso e con una breve salita raggiungiamo la Certosa di Calci, un monumento storico eccezionale instituito in Museo nazionale, meritevole di una sosta per una visita.

monte-pisano1La Certosa, con la sua imponente mole bianca è sicuramente diversa da come doveva apparire nel 1366 anno della sua fondazione; il convento di clausura fu ampliato e ricostruito tra il ‘600 ed il ‘700 e definitivamente abbandonato dagli ultimi monaci alla fine degli anni 60 del novecento.

Visitandolo iniziamo dalla grande chiesa con facciata settecentesca, fiancheggiata dalle piccole cappelle che contornano un tramezzo con al centro la statua di un angelo della scuola di Bernini.

chiesa-calciProviamo una particolare emozione  entrando nel chiostro grande che fu cimitero per le salme dei monaci e dei conversi e quando entriamo nel piccolo chiostro priorale.

L’emozione scaturisce dall’immedesimarsi in quella che era la giornata tipica di questi monaci tutta concepita verso la preghiera, il lavoro e la solitudine.

san-jacopo-zambraLasciato alle spalle questo maestoso monumento e la sua storia racchiusa all’interno, raggiungiamo il centro del paese di Calci con la splendida pieve romanica dedicata ai SS. Giovanni ed Ermolao con all’interno un fonte battesimale con interessanti rilievi, il tutto fiancheggiato da un massiccio campanile.

Da Caprona, sulla via del ritorno una breve deviazione ci permette di raggiungere la chiesa altomedievale di S.Jacopo nascosta tra le case di Zambra quindi, attraverso il percorso dell’andata ritorniamo a Pisa quasi stuputi di quante meraviglie abbiamo potuto ammirare in una così breve distanza dalla città.

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