Doping: Contador positivo al Tour de France 2010. O no?

MONZA, 30 settembre – clenbuterolo. E’ un escamotage vecchio come il ciclismo quello di scegliere prodotti “vecchio stampo” per eludere controlli che, sempre più sofisticati, rischiano di “lasciare indietro” il check di qualche sostanza proibita. Se così fosse davvero, sarebbe stato un grandissimo errore, grande almeno quanto il talento qui in discussione, quello di affidarsi ad un prodotto che però è rimasto rintracciabile con un semplice esame delle urine.

FRANCE CYCLING TOUR DE FRANCELa verità, però, è che in questo caso si parla di doping senza essere a conoscenza di alcuni particolari potenzialmente sconvolgenti. Sconvolgenti rispetto al copione tradizionale, che vuole l’incriminato cercare una via di fuga pur sapendo bene che non ne esiste alcuna.

Ad esempio: si scopre che la positività è stata comunicata al campione proprietario del campione (organico) lo scorso 24 agosto; il sospettato, insomma, è stato messo in guardia prima che la bomba mediatica esplodesse sopra la sua testa. Un po’ come un avviso di garanzia, benché nel ciclismo il pericolo di reiterazione del reato sia all’ordine del giorno (in quanto ogni giorno c’è una corsa). Non certo un percorso credibile per chi dice di voler battere la strada della trasparenza..

Si scopre poi anche che i giornali sbattono il mostro in prima pagina, salvo dettagliare (cosa che neppure fanno tutti) “la sostanza è presente in quantità 400 volte inferiore rispetto a quella ritenuta dopante dalla WADA”. Insomma: nonostante la comunicazione preventiva e il fatto che sia stato l’ufficio stampa di Contador a rivelare la positività dello stesso, si può finire incriminati e sospesi (in via cautelare, si intende) dall’UCI, a ben due mesi di distanza dall’accaduto.

Era infatti il 21 luglio, secondo giorno di riposo in un Tour de France che Contador ammise “Non ho affrontato con una grandissima condizione”, quando fu servita al tri-campeon spagnolo della Grande Boucle una bistecca di filetto, a quanto pare fatta giungere esclusivamente per lui dalla Penisola Iberica, “avvelenata”, ossia – questo è il sospetto dichiarato da Alberto – contaminata dal clenbuterolo in minima parte. Cosa che spiegherebbe tra l’altro l’unica positività in 21 giorni di competizione molto ben monitorati.

Più che sentenze, abbiamo alcune domande: perché Contador ha saputo prima di tutti, e la notizia è emersa con un mese abbondante di colpevole ritardo? Perché, per contro, si parla ancora oggi – nessuno ha smentito – di quantità così risibili da rendere ridicola anche la supposizione di una positività? Urge trovare una risposta che non possa essere contraddetta, onde evitare che a pagare sia – ancora una volta – l’intero movimento del ciclismo.

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Posted by on 30 settembre 2010. Filed under Doping, Stranieri, Top News Ciclismo, Tour 2010. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

One Response to Doping: Contador positivo al Tour de France 2010. O no?

  1. Penso che il caso andrà per le lunghe, perchè la Federazione spagnola cercherà di proteggerlo come ha fatto con Valverde. E’ probabile che la questione finisca al Tas

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